“Il Reddito di Cittadinanza funzionerà solo se accompagnato da politiche occupazionali serie”

Dom, 24/03/2019 - 11:20

Dallo scorso 6 marzo è possibile fare richiesta per il Reddito di Cittadinanza, un provvedimento governativo che, sulla carta, dovrebbe cambiare le sorti della nostra regione. A dispetto del bassissimo reddito pro capite calabrese, tuttavia, pare che le domande presentate siano davvero pochissime. Sa dirci di che dati parliamo?
Non conosco esattamente i numeri ma, dalle notizie che circolano, sembrerebbe che la Calabria, nonostante il basso reddito pro capite e l’alto tasso di disoccupazione, non sia ai primi posti per domande presentate. Evidentemente i requisiti previsti per richiedere il Reddito di Cittadinanza non consentono alla stragrande maggioranza dei disoccupati calabresi di accedere a tale misura. Tra i requisiti reddituali e patrimoniali previsti, infatti, oltre al valore dell’indicatore della situazione economica equivalente inferiore a € 9.360, sono previsti limiti sia per il patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a € 30.000, sia per il patrimonio mobiliare non superiore a € 6.000, che aumenta in presenza di figli e di persone con disabilità. Mentre il solo indicatore ISEE consentirebbe un elevato numero di adesioni, gli altri due requisiti limitano di molto le richieste. Il nostro territorio è stato caratterizzato da un forte investimento nel “mattone” e da una propensione al risparmio, spesso anche a costo di sacrifici. Oggi, tantissimi disoccupati si trovano proprietari di immobili, che magari non producono alcun reddito, ma che non consentono loro di presentare la domanda.
Qual è la situazione sia lavorativa sia assistenzialistica nella Locride e come pensa che possa cambiare il panorama una volta che sarà erogato il reddito?
In un anno, nel 2018, i disoccupati dei 42 comuni ricadenti nell’ambito territoriale di competenza del Centro per l’Impiego di Locri sono aumentati del 14%, arrivando a quota 34.178, mentre gli  occupati sono diminuiti del 7%. Rispetto alla popolazione attiva, pari a 89.021, il tasso di disoccupazione si attesta al 38,4%. La Locride, però, ha anche grandi potenzialità, che se sfruttate appieno potrebbero far abbassare notevolmente il tasso di disoccupazione. Non so se lo strumento del Reddito di Cittadinanza, così come concepito, possa veramente cambiare lo scenario lavorativo del nostro territorio. Bisogna creare opportunità di lavoro, appunto, in rapporto a ciò che il territorio offre, coinvolgendo tutti gli attori, pubblici e privati, ognuno per quanto di competenza. L’analisi del contesto, dei fabbisogni formativi e occupazionali delle aziende è alla base di qualsiasi programmazione di politica attiva.
L’elemento che lascia perplessi gli analisti in merito all’effettivo buon esito del reddito di cittadinanza è il funzionamento da sempre claudicante dei centri per l’impiego, che dovrebbero essere il cuore pulsante di questa iniziativa. Al centro di Locri che aria si respira?
I Centri per l’Impiego hanno svolto e svolgono le funzioni e i compiti previsti dalla relativa normativa. Negli anni sono stati oggetto di numerose riforme che dovevano servire a trasformarli da meri uffici burocratici a soggetti attivi nella ricerca di lavoro. Purtroppo, la realtà è che tali uffici non sono mai stati messi nelle condizioni di operare per come avrebbero dovuto e potuto. Il Centro per l’Impiego di Locri, per fortuna, è un ufficio abbastanza ben organizzato, con personale professionalmente preparato e disponibile ad affrontare qualsiasi sfida che possa favorire l’occupazione e lo sviluppo del territorio.
È stato dichiarato che il buon esito dell’iniziativa di governo sarebbe dipeso dall’inserimento nei centri per l’impiego dei “navigator”, professionisti che dovrebbero seguire i richiedenti nel loro percorso di assistenza e, soprattutto, ricerca di un impiego ben retribuito. Quanti spetterebbero al centro di Locri e quanti effettivamente ne sono arrivati o ne arriveranno?
Non entro nel merito della scelta del Governo sui “navigator”, però sembra che tali figure siano ancora in alto mare. Dai 6.000 previsti sembra si sia passati a 3.000. Ancora non è stato pubblicato il bando per il loro reclutamento né tantomeno mi risulta che sia stata effettuata una ripartizione territoriale per singolo Centro per l’Impiego. Dovrebbero seguire i richiedenti nella ricerca di lavoro; ma se il lavoro non c’è…?
In definitiva, pensa che nel nostro comprensorio il reddito di cittadinanza possa davvero fare la differenza e permettere a un’area profondamente depressa di rimettersi al passo con il resto del Paese, o saremo costretti a dare ragione a Beppe Grillo che, vedendo il numero ridotto di richieste di reddito, ha dedotto che qui lavoriamo tutti in nero o siamo ‘ndranghetisti?
Il Reddito di Cittadinanza indubbiamente potrà contribuire ad alleviare il disagio dovuto a quelle situazioni di povertà che, purtroppo, esistono, ma tale misura potrà portare effettivo giovamento sotto l’aspetto lavorativo soltanto se sarà accompagnata da una seria politica occupazionale rivolta alle imprese e al territorio.

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate