“Ondina dai capelli fluenti e le allegre amiche”, il libro coraggioso e genuino di Giosofatto Pangallo

Sab, 03/05/2014 - 10:18

«Per Clara non esisteva una moralità rigida e neanche una flessibile: era morale ciò che le piaceva e che desiderava»

«Sei stata debole e infelice e di ciò mi dispiace. La felicità va costruita quotidianamente e tu, forse, stenteresti a farlo»

“Ondina dai capelli fluenti e le allegre amiche” è un'opera narrativa di Giosofatto Pangallo, edita da Calabria Letteraria nel luglio 2013. L'autore calabrese, nato e residente a Taurianova (Rc), è stato docente d'Italiano e di Storia negli istituti statali d'istruzione secondaria superiore. La vicenda è ambientata in un modesto paese della Calabria, nel corso delle vacanze natalizie, sebbene la narrazione introduca numerosi excursus temporali. In quest'aria di festa si ritrovano due amici di vecchia data - Giorgio e Nicola - che, complice il clima freddo e piovoso, si riuniscono a casa del primo scambiandosi confidenze. È qui che inizia la vera storia: Giorgio racconta all'amico le sue esperienze, il suo quotidiano e, soprattutto, le sue preoccupazioni. Racconta di Clara, dolce e affettuosa ma dall'esistenza libertina e dissoluta, senza inibizione né vergogna, e incapace di salvarsi da sé. Racconta di Ondina, la confidente di un tempo, l'amica sincera, e del bisogno di rivederla ancora, di ascoltarla e farsi ascoltare. Sono questi i personaggi principali attorno ai quali tutto ruota. Clara, con i suoi incontri licenziosi, col suo bisogno di aiuto, vittima di istinti incessanti e impossibili da reprimere, condivisi da amiche e colleghe. Ondina, che si è lasciata alle spalle l'universo libidinoso che l'aveva coinvolta in gioventù e che per questo forse è l'unica in grado di aiutare Giorgio a salvare Clara. Sono quindi temi forti e attuali quelli trattati da Pangallo, amalgamati in una realtà consueta e genuina ma non per questo priva di lascivia e lussuria. Una realtà fatta di sesso, di bugie e manipolazioni, di dissolutezza e alterigia; una realtà guasta e avariata, che accomuna Ondina e le sue amiche, ma dietro la quale si nasconde la richiesta di attenzioni e di amore, un desiderio di redenzione e il timore di un punto di non ritorno. E qui emerge l'intento dell'autore. Un invito a non fermarsi alla critica superficiale e distruttiva, un invito ad andare oltre l'apparenza e la vanagloria, sondando con empatia i bisogni altrui, laddove basterebbe un accenno di calore umano e di comprensione per abbattere interi muri di abbrutimento e sofferenza. Il testo di Pangallo è, per ultimo, un invito a fare i conti con se stessi, anche quando guardarsi dentro richiede coraggio.
Un romanzo introspettivo e gradevole.

Autore: 
Marco Arcadi
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