Per tanti ragazzi è il primo giorno di scuola, per altri un ritorno alle lezioni, mentre per molti di loro questo è l'anno in cui termina un percorso formativo che poi li porrà davanti alla scelta se continuare gli studi oppure fermarsi per cercare un lavoro. L'inizio di un nuovo anno di lezioni è sempre caratterizzato da emozioni, propositi, speranze che, in modo diverso, coinvolgono la popolazione scolastica in tutti i suoi segmenti: gli alunni, il corpo docente, il personale Ata, i presidi, le famiglie. A tutti loro rivolgo un caloroso saluto e l'augurio che, anche con il supporto dell'Amministrazione provinciale, la scuola reggina possa superare le difficoltà del momento e, soprattutto, quelle che dovessero sopraggiungere per problemi burocratici e dai tagli che il Governo ha imposto alla scuola nel contesto della strategia per il rasamento dei conti pubblici. E' un autunno difficile quello che sta per iniziare: incerto per le famiglie, costrette a fare i conti con la crisi economica mondiale che produce effetti devastanti soprattutto in quelle aree geografiche in cui il tessuto economico è talmente fragile da registrare nuove povertà . Il "caro libri" e tutte le altre spese da affrontare per fare studiare i figli incidono moltissimo soprattutto sui bilanci dei nuclei monoreddito. Il mondo della scuola è alle prese con vecchie e nuove tematiche: il ridimensionamento, la precarietà del personale docente e non, i problemi strutturali che rendono più pesanti le ore trascorse in aula. L'Ente che presiedo ha varato un apposito piano per restituire sicurezza e dignità ai plessi di sua competenza. La strada è lunga, ma i primi rilevanti interventi ci aiutano a guardare al futuro con fiducia perché convinti che il progetto da noi redatto, alla fine, darà ai giovani la possibilità di formarsi in ambienti a misura d'uomo. Dopo i recenti provvedimenti governativi per il reclutamento di nuovi insegnanti, da più parti si parla di svolta epocale della scuola per il cui funzionamento le risorse non sono mai troppe. Nelle aule scolastiche, non dimentichiamolo, si forma la futura classe dirigente del nostro Paese che necessita di una rigenerazione per affrontare le sfide di una "Terra Patria" sempre più minacciata dai mali della postmodernità e della globalizzazione.


