Babbo Natale, la legalità, e i dubbi che cambieranno la sanità calabrese

Dom, 16/12/2018 - 11:40

“Auspichiamo che Babbo Natale ci porti come gradito regalo un nuovo Commissario per la Sanità calabrese”.
È la considerazione con la quale il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, ha chiuso la sua caustica riflessione in merito alle promesse non mantenute dal soggetto attuatore Massimo Scura lo scorso 6 dicembre. Ebbene, quest’anno, il primo cittadino della città di Nosside potrà dire di essere stato più che accontentato, perché Babbo Natale, sotto le spoglie del Ministro della Salute Giulia Grillo, è arrivato con largo anticipo, confermando la tanto sussurrata nomina del generale Saverio Cotticelli a commissario ad acta della sanità regionale nientemeno che nel giorno dell’Immacolata.
È stato proprio l’8 dicembre, infatti, a poche ore dall’invettiva del sindaco contro la presunta richiesta di protezione da parte di Scura ai pentastellati, che il governo del cambiamento ha finalmente estratto la questione sanità dal limbo nel quale era stata relegata, nominando per la Calabria e per il Molise commissari che saranno portavoce di legalità e trasparenza. Come non fidarsi, infatti, di un ex generale dell’arma che ha ricoperto incarichi illustri al vertice della Legione Carabinieri del Lazio o come capo del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare? Un uomo integerrimo che, campano di origini e per tanti anni impiegato in Sicilia, ha dalla sua parte il valore aggiunto di sapere alla perfezione con quali logiche si gestiscono certi affari al meridione?
Se questi elementi ci assicurano di essere nelle mani di una persona in grado di fare davvero luce anche nei più bui anfratti della sanità calabrese, tuttavia, vi starete certamente domandando come un benaccetto pilastro della legalità, che non ha però pregresse esperienze nel settore sanitario, possa occuparsi con la medesima attenzione anche delle carenze tecniche sofferte dal nostro comparto. Una domanda alla quale il Ministero ha risposto nominando sub commissario Thomas Schael, ex Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige che, giusto per la cronaca, è quella con i migliori livelli di performance della nostra bella Italia anche per meriti dell’ingegnere germanico.
Schael, in verità, ha chiuso in maniera piuttosto rocambolesca il proprio incarico con un anno e mezzo d’anticipo rispetto alla naturale scadenza del 2020. L’ex DG, infatti, sarebbe stato poco gentilmente silurato dalla Giunta altoatesina per malcelati dissidi politici con l’organo regionale, che gli ha corrisposto per l’interruzione anticipata del contratto circa 185mila € di buona uscita. L’evenienza che permette oggi a Schael di rilevare l’incarico di subcommissario alla sanità calabrese sarebbe (il condizionale è d’obbligo, perché la questione non è mai stata chiarita da nessuna delle parti coinvolte) da ricercarsi nel mancato rinnovo delle assicurazioni al personale dell’Azienda Sanitaria: la Giunta, infatti, avrebbe voluto effettuarlo attraverso il bilancio dell’Azienda con conseguente aumento della tassazione per i contribuenti, mentre l’ex DG decurtarlo direttamente dal fatturato dei professionisti, difendendo gli interessi di chi paga le tasse.
Sulla carta, insomma, due uomini giusti al posto giusto che, adesso, dovranno iniziare un’articolatissima interlocuzione con gli operatori del territorio, a cominciare da un più che mai battagliero presidente della Regione Calabria.
Mario Oliverio, infatti, improvvisamente risvegliatosi dalla singolare letargia che lo ha afflitto nell’ultimo anno, ha accolto la notizia con feroce indignazione, scagliandosi contro l’irresponsabilità pentastellata che obbliga la sanità calabrese a rimanere strozzata dal commissariamento. Un atteggiamento comprensibile e un’indignazione sacrosanta se solo la gestione Scura avesse effettuato anche solo piccoli passi avanti per uscire dalla sempiterna crisi del comparto regionale e, soprattutto, se lo stesso governatore avesse strepitato allo stesso modo (come aveva peraltro promesso!) quando il rinnovo del commissariamento era stato deciso dal suo partito. Invece, di interlocuzioni con Roma nemmeno l’ombra e di incatenamenti davanti al Ministero manco a parlarne.
Ultimo baluardo della sanità locale, infatti, come noi della Locride ben sappiamo, sono rimasti i sindaci, sul cui piano di azione, adesso, sorge più di un dubbio. Dopo la protesta e gli incontri di ottobre, infatti, si era parlato di interlocuzione con il Governo per avere risposte precise in materia sanitaria e, benché i nuovi incarichi commissariali possano essere considerati un segnale, i nostri primi cittadini non ci hanno più tenuti aggiornati sulle proprie mosse né tantomeno sappiamo nulla del millantato sciopero generale della Locride che si dovrebbe svolgere in questi giorni. In effetti, se da un lato avrebbe senso farlo comunque per tenere alta l’attenzione sul disastrato stato dell’Ospedale di Locri e presentare la piattaforma sottoscritta dai cittadini ai nuovi commissari, dall’altro sarebbe forse più opportuno lasciar a Cotticelli e Schael il tempo di insediarsi e di illustrare le proprie intenzioni prima di porsi fin da subito sul piede di guerra come sta facendo il Presidente della Regione.
Sullo stato stesso dell’Ospedale di Locri, anzi, si sentono notizie contrastanti: alla disperata rabbia di Calabrese, al permeante silenzio dei suoi colleghi dell’Assemblea dei sindaci e allo sconcerto dei sindacati, infatti, si contrappone l’ottimismo del direttore sanitario Pasquale Mesiti, l’unico a esprimersi ufficialmente in merito al nosocomio comprensoriale mostrando vivo apprezzamento per le ultime scelte effettuate dell’ex commissario Scura, artefice della nomina di sei nuovi primari che, stando a voci sempre più insistenti, così nuovi (e così certi di rimanere) poi, non sarebbero… Proprio Mesiti, anzi, in un’intervista rilasciata al nostro settimanale, aveva affermato che, al netto dei tanti problemi, Scura fosse la più concreta possibilità di veder risorgere la sanità calabrese.
In virtù di questa sua affermazione, come avrà accolto la notizia della sua rimozione il DS?

Autore: 
Jacopo Giuca
Rubrica: 

Notizie correlate