Bentornata primavera!

Dom, 24/03/2019 - 11:00

Bentornata primavera! Speriamo che la notizia che abbiamo letto e riletto il 21 marzo, che riguarda Mario Oliverio e tutti i calabresi, sia il segnale di una nuova stagione. La Cassazione “cancella” senza rinvio il provvedimento del gip a carico del governatore della Calabria. Lo stesso procuratore generale ha definito «assurdo» il soggiorno obbligato cui è stato costretto per 90 giorni. Ricordiamo che il 17 dicembre, nei confronti del Presidente della Regione, era scattato il provvedimento di obbligo di dimora emesso dal gip distrettuale di Catanzaro a seguito delle risultanze dell’inchiesta “Lande desolate” su presunte irregolarità nella gestione degli appalti relativi alla costruzione dell’aviosuperficie di Scalea, agli impianti di risalita della Sila e a Piazza Bilotti a Cosenza. La decisione presa oggi è una riabilitazione giudiziaria senza appello da parte del procuratore generale della Cassazione che nel corso della sua requisitoria ha definito lo stesso provvedimento a carico di Oliverio «privo di fondamento giuridico», come poi ripetuto più volte dagli stessi avvocati del governatore, Enzo Belvedere e Armando Veneto. Abbiamo scritto in quei gironi che lo stesso presidente, una volta comunicata la decisione del tribunale, reagì in modo forte e autorevole, annunciando lo sciopero della fame e dichiarando che in Calabria non esistono divinità né nella magistratura né nella politica, che non avrebbe consentito a nessuno, nemmeno a Gratteri, di infangare la sua immagine e la sua vita politica segnata da trasparenza e spirito di servizio nella lotta alla criminalità. Parole forti, di chi è consapevole di aver sacrificato molto per la politica, quella politica fatta di servizio ai cittadini, quella politica svolta con etica e impegno come facevano i vecchi compagni. Questa di Oliverio è una vicenda grave, che deve far riflettere, anche perché ha subito un processo mediatico vigliacco e immeritato. Per certi aspetti simile a quanto accaduto in Basilicata, e anche in tutta la Calabria. Dagli scioglimenti poi revocati dal Tar del Lazio alle assoluzioni di gente per bene che ha dovuto subire anni di umiliazioni. La Calabria è diventata un luogo dove non esiste più il bianco e il nero, dove non si capisce chi sta dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata, dove tutti, soprattutto chi fa politica, rischiano di essere arrestati o sciolti per infiltrazioni mafiose. In questo contesto, come affermava lo stesso presidente, se tutto è mafia, niente è mafia. Oggi il problema più grave è proprio questa situazione, dove organi dello Stato accusano e altri organi dello Stato smentiscono, annullano e rigettano. La confusione che ha creato questo stato di cose è alla base di una tendenza che porta le persone perbene, che molto potrebbero dare alla politica, a lasciar fare ad altri meno dotati, sia intelletualmente sia eticamente. Una situazione che, sembra un paradosso, favorisce chi agisce nell’ombra, chi pratica il malaffare e la corruzione. Lo Stato che si combatte al suo interno rende un vantaggio alle mafie che cercano di indebolirlo. Questo succede in Calabria nel 2019 e ciò ci conduce a un grosso interrogativo, ci spinge a chiederci quale sia la parte giusta, da quale parte dello Stato dobbiamo schierarci. Le parole del presidente della cassazione «assurdo» e «privo di fondamento giuridico» ci fanno interrogare su quali siano stati i motivi di questa richiesta, cosa ci sia dietro un’azione che poi un altro giudice definisce in questo modo. Niente a che fare con la giustizia, niente a che fare con la legalità, niente a che fare con la voglia di uscire da questa situazione dei calabresi. La gente è stanca, la incontro sul corso, nei bar, nei luoghi pubblici, non sa più a chi credere, non sa più da che parte stare. Possiamo solo dire di no alle inquisizioni ideologiche che pregiudicano la giustizia giusta. Ecco, speriamo che questa primavera porti una nuova aria per questa Regione, che finiscano le lotte intestine tra organi dello Stato, che non ci sia più una contrapposizione tra magistrature e prefetture, che si ritrovi un dialogo tra prefettura e comuni che porti a meno scioglimenti, che ci sia un governo che dedichi attenzione a questi aspetti che, lo ribadiamo, favoriscono solo la crescita della criminalità organizzata. Bentornato alla guida della Calabria, Mario Oliverio.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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