Dalla “Collina” alla “Marina” Gerace scende a Locri tra storia e cultura, politica e sviluppo economico

Dom, 14/04/2019 - 13:00

Si è svolto sabato 6 aprile, a Palazzo Nieddu, l’atteso incontro organizzato dall’associazione culturale “Locri Patria Nostra”, avente ad oggetto il passaggio “dalla Collina alla Marina”, ovvero la nascita di Gerace Marina – Locri. Dopo i saluti dell’avvocato Giovanni Scarfò, è toccato al professore Vincenzo Cataldo ripercorrere la storia, ampiamente documentata, che dal terremoto del 1783 ha determinato un profondo cambiamento nella società della Locride, seguita, sotto l’aspetto del trasferimento della proprietà, con le vendite della Cassa Sacra e il dinamismo di una nuova classe borghese, rappresentata dai massari, che si affianca all’aristocrazia geracese e, nei decenni successivi, guardano con attenzione alla “Marina”, anche grazie all’avvento dell’Unità d’Italia e l’inaugurazione della ferrovia nel 1871. In pochi anni Gerace Marina diviene un polo di attrazione che nel 1905 diviene Comune e centro di sviluppo politico-economico.
L’avvocato Rosario Scarfò, nel suo atteso intervento, ha tracciato una linea di continuità nella gestione della vita pubblica dapprima in Gerace e successivamente in Locri, non sorprendente ma dimenticata, che a distanza di 120 anni circa caratterizza, quindi ad oggi,  i due centri. L’intervento dell’ex assessore comunale locrese è partito dal seggio dei nobili di Gerace e traendo spunto dalle ricerche del prof. Futia, del prof. Cataldo, del dott. Oliva e del prof. Incorpora e dalle notizie di circa 100 familiari personalmente contattati dallo scrivente e ricercatori quali Peppe Napoli, oltre che dai nuovi dati rilevati da internet e dal libro di Muscari Tomajoli. Si è sottolineata la leadership ininterrotta di tre famiglie storiche del comprensorio, Migliaccio Spina, Scaglione e Candida, sempre attenta e coinvolta nelle vicende di interesse generale della locale comunità e che hanno dato vita ed anche segnato la fase politica dell’intero novecento, con fasi alterne ed esiti differenti, guardando alla nuova strada “dritta ed a tre corsie” sollecitata dall’ultracentenario professore Pancallo.
Diversi interventi, critici e comunque sempre appassionati da Raffaele Sainato a Franco Bosurgi a Fabio Mammoliti e, in conclusione del senatore Giuseppe Fimognari, che ha auspicato la necessità di una ripresa di un dialogo che sembrava oramai inattuale.
L’incontro è stato moderato dal giornalista Rocco Muscari, corrispondente di Gazzetta del Sud, autore di una tesi sullo sviluppo economico alternativo di Gerace Marina – Locri, con intrecci tra politica nazionale e locale, la nascita di una Banca Popolare locale, la presenza delle Officine Meccaniche Calabresi.
Il convegno è un punto di inizio per effettuare nuove ricerche, su un recente passato, oramai divenuto storia, sia per riprendere un antico disegno di avvicinamento territoriale tra Gerace e Locri, sia per studiare il ruolo e la funzione di cittadini quali gli Onorevoli Raffaele Pelle, Rocco Scaglione, Domenico Bennati, Michele Avitabile, Carmine Migliaccio Spina e Filippo Murdaca e tanti altri, che hanno saputo interpretare lo spirito dei tempi e svolgere attività vitali per il decollo dell’antica Locri.

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