Dalla Locride partono tre franchising di successo

Dom, 11/02/2018 - 11:20

C’è una Locride che silenziosa si dà da fare, portando in giro per l’Italia e anche fuori dai confini nazionali idee imprenditoriali nate e cresciute sul territorio. È la Locride che ha deciso di entrare a far parte del meraviglioso mondo del franchising, un contratto mediante il quale un’azienda, franchisor, proprietaria di format già sperimentati e affermati, concede a una società o persona singola, franchisee, il diritto all’utilizzo della propria formula commerciale, ovvero un pacchetto rappresentato dal know-how, da un marchio, da un’immagine e da una serie di servizi di assistenza. A fronte delle prestazioni messe a disposizione dal franchisor, il franchisee è tenuto a pagare una quota d’ingresso nella rete di vendita, definita royalty. L’accordo di franchising presenta il vantaggio di realizzare in tempi brevi una rete di vendita in esclusiva, efficiente e dedicata senza impegnare rilevanti mezzi finanziari.
Ma vediamo più da vicino chi sono i nostri franchisors.
È di ritorno da Bucarest quando lo contatto al telefono. È infreddolito, lì ci sono -6 gradi. Francesco Venanzi ha aperto un nuovo punto del suo Hipster Store Italian Food anche nella popolosa capitale della Romania. È partito da Siderno dove ha creato il suo primo locale che negli anni ha riscosso grandi consensi. Così ha deciso di portare in alto la ristorazione italiana e il fast food fatto come si deve, niente a che vedere con il trito e ritrito fish and chips anglosassone. Presto aprirà un nuovo store a Reggio Calabria nei pressi del duomo. Quello di Francesco Venanzi è un format vincente: piatti semplici con prezzi accessibili anche ai ragazzi e piatti più elaborati per palati più esigenti. Ma a Bucarest Francesco ha fatto molto di più. All’interno dello stesso locale ha messo a disposizione tre possibilità di scelta: sala fast food, sala privé e ristorante gourmet. “Qui mi sono potuto sbizzarrire. A Bucarest va molto la sala privé dove viene servito champagne e ostriche. Come in Italia, anche qui piace molto apparire… la differenza è che almeno a Bucarest possono permetterselo! Il loro motto è: ho i soldi, devo fartelo sapere!”.
Interesserà, invece, l’intera Calabria la catena di franchising Django Burger House lanciata a Marina di Gioiosa da Federica Carratelli, romana di origine, calabrese di adozione. Anche lei insieme al suo staff ha rivoluzionato il mondo del “fast food” prendendo le dovute distanze dal quel concetto di cibo spazzatura e avvicinandolo alle specificità del territorio. “Django – spiega Federica – rappresenta il tipico personaggio del West che frequenta i saloon, che vive in un mondo di tipicità, che noi vogliamo riproporre sotto l’aspetto culinario. Ci ispiriamo a quel mondo, dove la carne rappresenta una vera bontà”. I prodotti utilizzati provengono per l’80% dal territorio. “Per questo abbiamo deciso di offrire la possibilità innanzitutto ai giovani imprenditori calabresi di creare nuovi punti ristoro partendo dalla loro terra d’origine. È il nostro personale contributo alla rivalutazione del nostro territorio e lo facciamo utilizzando ingredienti a km zero e carne locale e mettendo a disposizione la nostra formula per aiutare i giovani a trovare la propria strada nel mondo del lavoro, rinunciando a emigrare”.
Altro franchising assai promettente è quello di Giuseppe Santacroce, imprenditore sidernese, che da anni porta avanti un’affermata realtà locale legata al rito del caffe. Lui ha puntato a un format, Pacàma, nato per esaltare il contrasto “caldo/freddo”, ovvero il piacere di un ottimo caffè e la gioia di un cremoso gelato. “A seguito di un’accurata ricerca – racconta Giuseppe, - siamo giunti alla scelta di un nome che possa suscitare differenti sensazioni. Pacàma evoca per la sua tonda sonorità, un luogo di quiete, in cui degustare con calma e piacere prodotti di alta qualità. Proviene dalla lingua Esperanto è significa amante della pace”. Giuseppe ha già aperto un punto vendita a Soverato e a breve ne sorgerà un altro a Reggio Calabria. “Il franchising è il futuro dell’imprenditoria – prosegue Giuseppe Santacroce. - Offre numerosi vantaggi sia al franchisor che al franchisee, ammesso naturalmente che il piano di affiliazione commerciale sia ben studiato e il format che si propone sia stato sperimentato con buoni risultati sul mercato”.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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