Gli sciacalli della marchesa Grillo e i gufi della Locride

Dom, 03/03/2019 - 11:00

Domenica e lunedì sera ho visto i servizi delle Iene sulla nostra sanità, come molti cittadini della Locride, ma a differenza di quello che ho letto sui social, mi sono fatto un'opinione diversa. Sono fermamente convinto che di questo servizio si potesse fare tranquillamente a meno, per tanti motivi. Innanzitutto non ha aggiunto fatti nuovi; sono, poi, clamorose le assenze dei veri responsabili del degrado della sanità calabrese (Scura su tutti); non è stata nominata la protesta dei sindaci; si continua a parlare della Locride come se questa terra non faccia parte dell’Italia; ha rappresentato un pessimo giornalismo d’inchiesta, approssimativo, poco informato e con obiettivi precisi da esporre alla gogna mediatica; ultima chicca, si invoca il ministro Grillo come salvatore della patria.
A differenza di quello che è stato raccontato dalle Iene, io vado all’ospedale di Locri, porto mio figlio, mia madre e tutte le persone che hanno bisogno. Due anni fa, nella pasqua del 2016, sono stato molto male, la mattina ero andato dal sindaco di Locri per un articolo e Giovanni Calabrese quando mi vide mi disse vedi che sei giallo in viso, corsi in ospedale, giunto al pronto soccorso, un giovane medico mi visito e mi ricoverò. Bravissimo. Detto questo, che non per caso contrasta con le parole di Pasquale Ceratti, persona che stimo ma di cui ho un idea diversa sull’ospedale di Locri, vorrei raccontarvi dove trovo inutile il servizio delle Iene. Con la “Riviera”, abbiamo raccontano da anni i problemi dell’ospedale di Locri, e gli argomenti portati alla luce dal servizio delle Iene sono già noti ai nostri lettori ed ai lettori di quasi tutti i mezzi di informazione della Locride. Certo quando lo dice il giornalista delle Iene è un’altra cosa sembra più fascinoso. Quello che mi dispiace e che a questi problemi non si riesca a trovare rimedio. Nessuna soluzione.
Vorrei ricordare la storia di questa decadenza, che parte dal 2007, subito dopo l’approvazione della decreto che cancella le ASL per passare alle 5 ASP (aziende sanitarie provinciali) una per ogni provincia. Dal quel momento come abbiamo scritto 100 volte la direzione strategica è passata a Reggio Calabria, lasciano a Locri solo i direttori sanitari e di dipartimento. Per cui si allontana la testa dal corpo, e si bloccano anche le comunicazioni tra direzione e struttura ospedaliera. Negli anni questo sistema crea delle voragini, dove un medico ed anche un primario non sanno a chi rivolgersi per avere i suoi diritti. Si inizia a passare da un dirigente all’altro senza nessun criterio, nel 2007 il direttore generale era Giustino Ranieri, che ha fatto miracoli, riuscendo a nominare 5 nuovi primari, è che primari, da Pavone in chirurgia a Macrì in ortopedia. Medici valenti che con il cambio del decreto hanno dovuto fare le valigie per andare in strutture più sicure. Infatti Pavone oggi è a Reggio e Macrì è a Catanzaro. Dopo Ranieri arriva la Squillacioti. Nel frattempo la sanità in Calabria (governo Scopelliti) viene commissariata ed il governo Renzi nomina un commissario per la sanità regionale calabrese. L’ingegnere Massimo Scura, mentre Oliverio, nomina i direttori delle varie ASP, in provincia di Reggio nomina Giacomino Brancati. Dopo tre anni di Governo Scura, in un duro scontro continuo con il presidente della Regione Calabria che si oppone in tutti i modi a questa gestione, finalmente nel mese di dicembre viene sostituito da un nuovo commissario generale, Saverio Cotticelli. Questa è in sintesi la storia del morte dell’ospedale di Locri che avrebbero dovuto raccontare le Iene. Ma niente i responsabili individuati dal giovane giornalista sono stati, l’ex direttore dipartimentale dell’ospedale di Locri Domenico Calabrò, oggi non più in carica e il direttore generale dell’Asp di Reggio Pasquale Mesiti, in carica da meno di 12 mesi. Ma che fine hanno fatto Scura e Brancati? E la Squillacioti alla quale abbiamo dedicato molte copertine? Scomparsi. Non riesco a capire perché i veri responsabili dello stato di degrado della sanità reggina sono assenti in questo servizio? Mi viene in mente che i soggetti attaccati dalle Iene sono gli stessi che vengono attaccati in alcuni comunicati dei sindacati locali. I sindacati locali che al contrario vengono indicati da alcuni, eccetto qualche rara eccezione, come una delle cause del degrado dell’ospedale.
Altro assente clamoroso, è stato il “sanità day” manifestazione organizzata dai sindaci della Locride il 20 ottobre scorso, che ha coinvolto migliaia di cittadini del territorio e che si è trasformato in un sit in permanente durato 12 giorni con i sindaci in fascia tricolore ha presidiare il nosocomio locrese. Questa manifestazione e il seguente sit-in hanno visto una raccolta di oltre 10 mila firme a sostegno di una piattaforma che individuava le maggiori criticità della struttura. I dieci punti di questa piattaforma erano: Costituzione di un’unità strategica per l’ospedale di Locri; Un ospedale “Spoke” a tutti gli effetti; Rispetto della dotazione dei posti letto; Adeguamento immediato delle risorse umane, tecnologiche e strumentali di ogni Struttura di ricovero; Nomina dei primari in tempi brevi e certi; Copertura del personale medico e paramedico come da pianta organica; Rigida applicazione del piano aziendale; Efficientamento del Pronto soccorso; Casa della Salute di Siderno; Risoluzione della problematica legata alla risonanza magnetica; Rete dei 118.
Forse il giornalista non si è reso conto di essere entrato a far parte di quella schiera di persone che puntualmente cerca di gettare fango su questa terra per aprire nuove porte, anzi portoni, ai soliti predatori che approfittano della debolezza per sviluppare i loro affari. Si caro, questa terra è stufa di essere comandata da commissari e sub commissari, vorrebbe solo poter decidere del proprio destino, in autonomia, che purtroppo da queste parti diventa utopia. Sappi che quando c’è da prendere decisioni importanti spunta sempre qualche servizio giornalistico che nomina a turno la ‘ndrangheta, la corruzione ed il fatto che siamo brutti e cattivi. Nel caso della sanità questi scandali vanno a vantaggio di chi guadagna con le nostre debolezze, con il nostro non essere concreti, il costo? Circa 300 milioni di euro nelle casse della regione Lombardia per le spese sanitarie di ricoveri pagati dalla regione Calabria, commissariata. Questa è la parte che più mi fa incazzare, è la continua ricerca di occasioni per fare cattiva pubblicità, alla Locride, con il contributo dei nostri stessi cittadini, che sembrano godere nel poter dire, che schifo l’ospedale, che schifo questo e che schifo quello. Ascari.
Un’inchiesta dovrebbe avere due caratteristiche precise. Prima la verità. La verità in questo servizio è latitante, perché le responsabilità non sono state evidenziate, la storia della sanità in Calabria la conosco bene, i veri responsabili sono stati quelli che ho appena nominato. La seconda è la denuncia, la denuncia deve aiutare a capire le soluzioni per far tornare le cose al giusto senso.  Si cari lettori, perché è facile parlare male della Calabria, ancora di più fare un servizio scandalistico sull’ospedale di Locri, grande prostituta usata da tutti. Ma proprio per questo bisogna stare attenti alle strumentalizzazioni, mi è sembrato strano che il servizio delle Iene si chiudesse nell’ufficio del ministro della salute Giulia Grillo, che appare in fine come la salvatrice della patria, mentre ad Oliverio si fa recitare la parte di quello che non risponde, dandogli pure le colpe che invece sono del ministro. Ora mi sembra tutto più chiaro, anche perché mi viene in mente che il 14 gennaio la stessa ministra dichiarava guerra con una diretta facebook da delirio allo stesso presidente della Regione Calabria, minacciando vendetta, che grazie agli sciacalli ha potuto realizzare.

Autore: 
Rosario Vladimir Condarcuri
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