Il Castello di Ardore superiore: uno scrigno di storia, arte e cultura Jonica

Lun, 19/05/2014 - 17:08

Altro esempio di maestosa storia, architettura, arte e cultura in Calabria è senza dubbio il Castello di Ardore Superiore. La provenienza del nome di questo antico paesino, racchiuso segretamente una parte nell’entroterra jonico a ridosso dell’Aspromonte e l’altra lungo la parte pianeggiante bagnata dal mare, è tuttora incerta. Infatti le ipotesi più probabili tendono a far risalire l’origine del nome  dal latino “Ardor” o dal greco “Ardo” (bagnare, significato che troverebbe riscontro nell’essere il territorio appunto anche bagnato dal Mare Jonio). Secondo un’altra ipotesi il nome avrebbe invece una chiara  origine greco-bizantina. Quest’ultima  ipotesi  sarebbe la più accreditata per il fatto che il paese ebbe origine verso il mille come il vicino Gerace di cui Ardore nei primi tempi era un piccolo villaggio annesso. L’origine del popolo ardorese, sarebbe, al pari del geracese, non greca, ma italo-bizantina. Il Castello Feudale è simbolo senza dubbio il simbolo di tutto il circondariato Jonico. Venne  costruito dai Baroni di Ardore prima del 1600, fu infatti il primo duca di Ardore, Orazio Gambacorta, a volerne la sua costruzione nelle alture del promontorio.  Questo grande castello è un edificio a pianta quadrata con quattro grandi torri ai quattro angoli, due rotonde e due a  tendenzialmente forme quadre. Nel fondo di queste si aprivano dei trabocchetti che per vie sotterrane che, secondo la tradizione, portavano a diversi e lontani punti del territorio, e uno di essi, quello a sud, al Castello Feudale del vicino Bovalino.
Il Castello di Ardore era ben fortificato, massiccio e imponete, nelle torri e nelle mura si vedono ancora oggi molte feritoie e, sino al 1847 si conservavano due colubrine. Tra il ponte levatoio e la facciata principale esisteva un bel giardino, che nel 1882 fu espropriato per ingrandire la Piazza Umberto I, nella quale oggi durante le caldi estate è possibile degustare freschissime e gustosissime granite a base di frutta locale. Il Castello di Ardore era considerato tra i migliori di tutto il versante jonico.
Questo edificio ospitò la corte e l’amministrazione del posto. Ma il suo utilizzo prevalente è stato quello  di luogo di difesa. Delle quattro torri oggi ne resta solo una integra, quella sul lato sud con vista sul mare Jonio e Capo Zeffirio (antico porto di Locri Epizefiri). Il castello non venne mai ultimato in realtà, in quanto ci sono parti visibili non compiute. Il piano seminterrato ospitava le cisterne per la raccolta delle acque, le officine, le stalle e vari ambienti. Il piano nobiliare, intorno alla corte centrale, comprendeva la residenza del duca, il carcere e alcuni locali di deposito. Le stanze erano collegate da corridoi e scale, mentre un labirinto di passaggi segreti metteva in comunicazione i punti strategici dell’edificio.
Aveva ricchi arredi ed era abbellito con affreschi e decori tipici delle corti seicentesche italiane. La nobile casata dei Gambacorta si estinse in circostanze poco chiare e il castello si avviò verso un lento declino. Le mura esterne, oggi, sono state recuperate ma è evidente come il recupero deve essere integrale per garantire una funzionale e opportuna visibilità. In estate sono diverse gli eventi teatrali e le mostre artistiche organizzate all’interno di alcune stanze espositive e sul piano superiore a cielo aperto. Le associazioni culturali e l’amministrazione locale ha senza dubbio iniziato a valorizzare questo splendido luogo ricco di storia, arte e cultura al suo interno. Auspicabile un maggiore recupero attraverso una puntuale e totale ristrutturazione, nonché una maggiore funzionalità a tutte le attività artistiche e culturali, in quanto questo edificio storico può e deve rappresentare un simbolo della tradizione e della storia antica della Calabria jonica.

Autore: 
Domenico Spanò
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