Il letale e anacronistico ossimoro del Palazzo (23ª parte)

Lun, 17/07/2017 - 12:35

Ho letto con molta attenzione l'articolo (Riviera dell'8 luglio) del Preside Vito PIRRUCCIO afferente alla brillante prova d'esame del ragazzo Rocco PARRELLI. Chiedo scusa se non lo chiamo Dirigente ma rifiuto mentalmente l'idea di considerare la Scuola un'azienda. Se adottiamo fin dalla Scuola tale principio, come, purtroppo, lo si è assunto in tanti campi, come la Sanità, non ci dobbiamo sorprendere se poi, in ossequio a tale concezione ragionieristica di fatto ci troviamo una società disumanizzata, tutta concentrata sull'economia, che si addormenta con la borsa di New York, il Dow Jones e si sveglia con la borsa di Tokyo. Sudditi del dio Denaro. Il Preside termina l'articolo con la frase di Rocco PARRELLI “ Non importa se siamo malati o sani, l'importante è ciò che ognuno può dare agli altri”. Quanta saggezza, Rocco. Il Preside PIRRUCCIO, chiude citando Don Milani. E fu Don Milani ad adottare il motto «I care», letteralmente «Mi importa, ho a cuore» (in contrapposizione al «Me ne frego» di derivazione fascista). Questa frase scritta su un cartello all’ingresso della scuola di Barbiana, riassumeva le finalità di cura educativa di una scuola orientata a promuovere una forma di sollecitudine per l’altro attenta e rispettosa, sollecitando una presa di coscienza civile e sociale. «Prendersi cura» (caring) del prossimo, infatti, presuppone la relazionalità: l’avere attenzione e interesse al mondo degli altri richiede l’abilità di non essere concentrati solo su se stessi (significa rendersi conto di che cosa fa, sente e vuole l’altro) insieme a quella di autoregolare e organizzare i propri comportamenti, e riguarda i sentimenti, la partecipazione alle emozioni altrui (empatia), la compassione. Si deve allo psicologo statunitense Carl Rogers, pioniere nello studio dell’empatia, una delle prime formulazioni della relazione di aiuto <<come una situazione in cui uno dei due partecipanti cerca di favorire, in una o ambedue le parti, una valorizzazione delle risorse personali del soggetto e una maggiore possibilità di espressione>>. L’empatia è congruente con il prendersi cura, sostiene Martin Hoffman, uno dei più autorevoli studiosi nel campo dell’empatia. Il principio del prendersi cura non si riferisce a una condizione particolare; come altri principi morali, rappresenta un valore fondamentale. Il principio di cura e l’empatia, pur rappresentando disposizioni indipendenti ad aiutare il prossimo, si rafforzano a vicenda. Non è necessario essere terapeuti certificati per riuscire efficacemente a prendersi cura dell’altro. «Mi importa, ho a cuore» è anche il motto che anima i terapeuti naturali”, meglio, operatori di aiuto naturali, terapeuti senza laurea o titoli specifici, ma terapeuti esperti, persone speciali che per qualità personali esaltate da dolorose esperienze personali o familiari, hanno sviluppato solide competenze di aiuto e di lavoro sociale, paragonabili a quelle dei professionisti dell’aiuto. Come Rocco.

Autore: 
Tonino Carneri
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