Il letale e anacronistico ossimoro del Palazzo - 6

Lun, 20/03/2017 - 16:07

Abbandoniamo (momentaneamente) il Palazzo Centrale per occuparci di quello a noi più prossimo, vale a dire la Regione Calabria. Come sappiamo,il primo firmatario Domenico Battaglia, consigliere regionale del Pd, a fine gennaio, aveva raccolto le firme non solo dei colleghi del suo partito ma anche del Nuovo Centrodestra, di Forza Italia, della Casa delle Libertà e de La Sinistra (dimostrazione tangibile che pecunia non olet), per presentare un disegno di legge  per “ adottare un sistema previdenziale che ad oggi i consiglieri regionali calabresi, unico caso in Italia non hanno”, scatenando la reazione contraria anche del governatore Mario Oliverio, che aveva minacciato di porre la fiducia qualora i suoi compagni di partito non avessero ritirato la proposta di legge, e del presidente del Consiglio Nicola Irto.  A dare notizia del ritiro del disegno di legge è stato lo stesso Domenico Battaglia che ha dichiarato,“Quale primo firmatario della proposta di legge, alla luce delle polemiche divampate in questi giorni e degli attacchi strumentali di cui siamo stati oggetto, con grande senso di responsabilità, anche a nome dei colleghi cofirmatari, ho ritenuto di dover procedere in tal senso”. Tuttavia, Battaglia non rinnega la proposta ribadendo la bontà dell’intervento legislativo e, a questo punto, ritiene opportuno che la problematica vada meglio approfondita in sede di conferenza dei capigruppo. «Il vespaio di polemiche sollevato dalla proposta di legge sul sistema previdenziale che i consiglieri regionali dovranno adottare, mi spinge ad un chiarimento, magari non richiesto ma che sento necessario. Ho sottoscritto la proposta (sì, forse in maniera troppo frettolosa e su un testo sottopostomi per la firma nell'aula del Consiglio e durante i lavori della seduta del 27 gennaio) ma questo non significa che non rimanga saldamente dell'idea - e lo farò valere in ogni sede utile - che mai e poi mai ci possano essere dei vitalizi per i consiglieri regionali. Chi mi conosce, sa perfettamente quale sia sempre stata la mia posizione sull'argomento, di netta avversione». Lo afferma Arturo Bova, consigliere regionale e presidente della commissione regionale antimafia. Due riflessioni. La prima: ma è mai possibile che un consigliere firmi una proposta di legge “in maniera troppo frettolosa” senza leggerla attentamente? E' stata, forse,  un'azione fraudolenta? Un tentativo maldestro di carpire la buona fede? La seconda: sappiamo che il vitalizio, con questa denominazione non esiste più ma sappiamo, egualmente, che “mutatis mutandis”, di fatto, è stato camuffato con la denominazione di pensione. Non dimentichiamo che il Coordinamento nazionale delle associazioni di consiglieri ed ex consiglieri regionali e di ex deputati delle assemblee regionali» guidato dall’ex consigliere della Regione Calabria Stefano Arturo Priolo, ha spedito al presidente della Conferenza delle Regioni e a tutti i governatori una lettera al fulmicotone, preannunciando un diluvio di carte bollate “per resistere in giudizio ovunque contro l’attacco a giusti e legittimi diritti acquisiti”. I diritti acquisiti valgono per i politici, certamente non per gli esodati!  E' un paradosso ma in ogni Regione esiste un’associazione degli ex consiglieri, che non si mantiene soltanto con le quote dei soci, ma pure con i contributi dei consigli regionali a cui vorrebbero, con i soldi dei contribuenti, fare causa nel caso di «attacco ai diritti acquisiti». E, oltre ai soldi, si mettono a disposizione di quelle associazioni strutture, spazi e personale. Ho avuto degli incontri. Alcuni, amici, mi hanno consigliato “ Ma lascia perdere, ma chi te lo fa fare”. Li ringrazio. Altri mi hanno accusato di essere un populista, un demagogo. Me ne hanno detto di tutti i colori, ma non sanno che a me l'arcobaleno è sempre piaciuto.
Continua (forse)

Autore: 
Tonino Carneri
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