Il PALMAZIANO DI CASSIODORO

Sab, 08/07/2006 - 00:00

La vite si è avviata a divenire l’elemento principe dello sviluppo agricolo – economico e culturale della Calabria, l’antica Enotria (terra del vino). Tutti i popoli che vi hanno soggiornato, più o meno a lungo, hanno portato con sé dei propri vitigni autoctoni creando così, in Calabria, un patrimonio viticolo unico al mondo. Una realtà che risale alle radici della migrazione della cultura della vite e del vino: dall’Armenia attraverso la Grecia, la vite approda nella Magna Grecia dove, coltivata per secoli e diffusa nel resto delle terre d’occidente, pone le basi per divenire ciò che oggi la vite è in Europa: una opportunità economica, sociale e culturale. La particolare attenzione, che importanti settori della cultura italiana del vino, hanno dedicato negli ultimi due anni al nostro territorio: la statale di Milano con il prof. Scienza, L’associazione “Città del Vino”, importanti cantine nazionali quali La CAVIT, ecc., testimonia l’importanza delle recenti scoperte fatte dal prof. Orlando Sculli nell’enclave compresa tra il territorio di Bruzzano-Ferruzzano, il territorio di Bianco-Casignana, Locri-Gerace ed il territorio di Caulonia-Bivongi-Stilo, con la scoperta di circa 300 vitigni autoctoni, in parte ritenuti estinti, e la contestuale messa in luce di circa 750 palmenti storici di epoca pre-Ellenica, Ellenica, Bizantina, ancora perfettamente conservati. La cooperativa sociale agricola “Masseria degli Armeni”, nasce appunto per cercare di valorizzare sotto il profilo economico-culturale, l’enorme patrimonio messo in luce dal Prof.Orlando Sculli in tanti anni di paziente lavoro di ricerca. Confagricoltura Calabria, l’associazione nazionale “Città del vino”, la fondazione “Palazzo Spinelli” e tanti vitivinicoltori, amanti sinceri del territorio calabrese desiderano percorrere, insieme alla cooperativa “Masseria degli Armeni” ed ai tanti altri soggetti che, accomunati dalla stesse passione via via si affiancheranno, la via della vite quale veicolo portatore non solo di storia e cultura ma soprattutto di sviluppo e benessere economico. La cooperativa sociale “Masseria degli Armeni”, insieme alla FIDAPA, a Confagricoltura Calabria, alla fondazione toscana “Palazzo Spinelli, al prof. Orlando Sculli e al prof. Pasquino Crupi, discutono della storia e del mito del vino nella locride, ed in particolare della rinascita dopo secoli di oblio, del Palmaziano, il vino dei Cassiodoro di cui si riteneva estinto persino il vitigno che, recuperato dal prof. Sculli è diventato oggi “il primo vino storico della Calabria”, esempio di quello che dovrebbe essere il motore di un nuovo modo s’intendere lo sviluppo economico, sviluppo che deve nascere dalla stretta cooperazione tra cultura del territorio e produzione, in questo caso enologica, in cui un insieme di soggetti diversi uniti unicamente dall’amore per la propria terra, fanno divenire risultato concreto e reale opportunità di sviluppo economico del territorio un sogno nato tra storia e mito. Per discutere, della grande opportunità data alla Locride da queste recente scoperte, ’11 luglio alle ore 18.00, presso Palazzo Nieddu del Rio a Locri, si svolgerà il convegno dal titolo: “Il Palmaziano dei Cassiodoro, presentazione di vini storici della locride tra storia e mito”

Autore: 
Redazione