Intervista a Ermal Metal

Dom, 20/08/2017 - 09:00
Il 12 agosto Ermal Meta annuncia che il suo concerto in programma a Bianco per la vigilia di Ferragosto sarebbe saltato. Sta poco bene. Il 13 agosto, però, si esibisce a Corigliano di Sessa Aurunca, a Caserta, e il 16 è in diretta nazionale su Italia Uno nel programma “Battiti Live”. E da quanto si evince dall’immagine in alto, Ermal gode di ottima salute. Avremmo voluto intervistarlo personalmente (anzi forse no!) ma per non vederci propinare altre scuse l’intervista ce la siamo immaginata.

- Dottor Metal, salve, grazie per averci concesso questa intervista…
- Meta, non Metal, non hai visto Sanremo?
- San chi?
- Lasciamo perdere, che vuoi sapere? Ho fretta.
- Come che voglio sapere? Perché ha saltato la tappa di Bianco!
- Ero completamente fatto di Tachiflu, sopra mi ci avevano aggiunto le bacche di goji e scaglie di zenzero. Siccome mi è venuto da vomitare mi hanno fatto un Plasil e mi hanno dato da bere piccoli sorsi di tè Golden Yunnan invecchiato… sai quelli a mattonella?
- E con tutto questo non si è sentito meglio?
- Macché meglio, mi è venuto da vomitare di nuovo, ho vomitato tutto, anche il Tachiflu.
- Ma scusi dottor Metal…
- Meta, Meta!
- Dottor Meta, però lei non ha cancellato le date vicine. Non è che ci ha presi per il… ?
- Non ma che dici! Sono state le bacche di goji!
- Non è che era peyote?
- Che è il peyote?
- Sì, vabbè. Dottor Metal, ma lo sa che lei ha fatto una figura barbina, in più ha ridotto alle lacrime un sacco di ragazzine, che come gli piace non si sa, sembra un vampiro… Insomma, aria condizionata o no, non penso che Follonica c’ha l’aeroporto sotto lo stadio. Guardi che è passata per una cosa un po’ razzista. Lei non ha chiesto manco scusa, non ha detto vengo un’altra data, sto a disposizione appena finisco il tour. Ma insomma, se a Bianco non ci voleva venire, dottor Metal, ma perché ha detto di sì?
- Ma perché una data al Sud ce la devi sempre mettere no? Sennò sembri razzista.
- Ma dire di andarci e poi non farlo non è peggio?
- No.
- Ah, vabbè.

Autore: 
Lidia Zitara
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