Kalabria Elettrika. Ecco i protagonisti.

Sab, 05/08/2006 - 00:00

Inizia lunedì allo stadio comunale di Caulonia il festival Kalabria Elettrika. Niccolò Fabi (lunedì) e Mario Venuti (martedì) saranno il piatto forte delle due serate. Insieme a loro una serie di artisti emergenti come il rapper Funkyturi e la cover band di Rino Gaetano, gli Operai della Fiat 1100, insieme a Marvanza e Refurtiva, due gruppi della Locride che si stanno facendo spazio nel panorama musicale. Oltre ai concerti sono previsti seminari per basso, chitarra e batteria tenuti dagli insegnanti della Percentomusica di Roma. “ Il nutrimento di ogni tempo sta nel vento” canta Niccolò Fabi nel suo ultimo album “Novo Mesto”. Il cd prende il nome dalla città slovena nella quale è stato registrato. Musica che trae ispirazione dal movimento. Nelle dieci tracce del cd ricorre il tema del viaggio, così Niccolò Fabi ha scelto di farne uno reale, portando i musicisti in una sala d’incisione lontano da casa: oltrepassare un confine anche in senso metaforico ed espressivo per vivere un’opera artistica come un’importante esperienza di vita in comune. “Nell’album hanno suonato musicisti esperti: la maturità musicale è una forza ma anche un limite, quando si ha più erudizione che istinto” - spiega Fabi – “così ho cercato di evitare il pericolo degli automatismi creando alcuni semplici impacci, come il disagio di un luogo nuovo e di una lingua sconosciuta, per stimolare la creatività di tutti noi. Oggi è consuetudine lavorare in studi casalinghi, ma restare “incatenati” a casa e all’agio è la tomba della creatività”. Elogio del viaggio, del cambiamento, dell’imperfezione. Come nella canzone “costruire”. Band di alto livello e di grande affiatamento per il cantautore romano, in cui spicca il batterista siciliano Agostino Marangolo. Dagli esordi con i Denovo (voce chitarra e sonwriting) alle canzoni del disco “Magneti” ( “Un altro posto nel mondo”, presentata a Sanremo 2006), il percorso musicale di Mario Venuti è sempre stato profondamente personale. Su di lui l’influenza di due miti della musica contemporanea: I Beatles prima, Caetano Veloso e la musica brasiliana poi. Mario Venuti, cantautore atipico e autore molto richiesto, sembra aver trovato la formula magica per scrivere canzoni semplici ma mai banali, canzoni che colpiscono immediatamente. “Nei miei brani ci sono elementi “bassi”, elementi banali, elementi “colti”- spiega Venuti- La musica pop è un calderone in cui puoi mettere tutto quello che vuoi. Tutto sta al gusto, al modo di combinarli e alla personalità con cui li si interpreta. Si, mi piace il paradosso. Far vedere dei lati strani della realtà, esporre delle tesi bizzarre, come in “Crudele” o in “Canzone stupida”. Mi piace ribaltare i luoghi comuni. Non sempre la realtà è come la vediamo, non sempre le cose sono assestate e definite come si crede. Credo sia divertente sottolineare questo con ironia e leggerezza. Non mi prendo troppo sul serio”. Turi, all’anagrafe Salvatore Scattareggia, è un rapper di Oppido Mamertina che si è messo in luce nel 1996 fondando la crew “roba coatta” insieme a Piotta e a dj Squarta. Con loro ha partecipato ad un intenso tour promozionale di 90 date, in seguito al successo del disco d’oro “il Supercafone”. Da menzionare l’esplosiva performance all’ "MTV Day 1999". Le sue canzoni sono un esempio di denuncia sociale (come in “l’amico degli amici”:” Cumpari comu siti, chi si dici, ’no si dici, sapiti, no timiti, su l’amicu dill’amici, cumpari chi vi pijati, nu Campari ’pe cumpari, e chiju chi non dissimu ora u sannu puru i strati!”) e di sbeffeggiamento ( come in “la migliore sensazione”:” Sono proprio io la parte più profonda del tuo io, quel complimento ricevuto da Dio, sono proprio io a tutti i livelli, ti sto prendendo per i fondelli”). Gli Operai della Fiat 1100 costituiscono la prima cover band del cantautore calabrese Rino Gaetano, fondata a 21 anni dalla sua scomparsa. “Noi ci battiamo da oltre tre anni per far rivivere dal vivo le sue canzoni, per farle sentire ai giovanissimi che cantano e ballano insieme ai loro genitori,- afferma la voce Carlo Caligiuri- ci battiamo contro alcuni che vorrebbero privatizzare Rino ed utilizzarlo solo a scopi che non sono ancora molto chiari e soprattutto ci battiamo affinchè Rino diventi di dominio pubblico, di tutti”. Il gruppo di Celico è reduce da un tour tedesco a Monaco di Baviera, dove hanno voluto fare riascoltare ai nostri emigrati "le canzoni che sentivano sempre aru mare". Durante la loro esibizione sarà possibile ripercorrere storie e testi del cantautore nell’ angolo di Rino, attraverso libri, biografie e foto esposte in uno stand vicino al palco. I Marvanza nascono dall’idea dei due fratelli Ivan e Marco Lentini (voci e rispettivamente bassista e percussionista), Mafalda Gara (sassofoni e voce), Claudio Chiera (chitarra), Ilario Timpano (batteria) e Francesco Clemeno (tastiere e percussioni). A favorire con l’impulso la giovane band nell’arco di questi appena due anni di vita è stato il Mojo Pin, Rock Cafè di Caulonia Marina, dove hanno esordito nel 2004. Nessuno dei presenti in sala, quella sera, avrebbe mai immaginato che quei giovani così timidi sarebbero stati invitati a suonare due anni dopo al concerto del “primo maggio” a Locri accanto a nomi celebri del panorama musicale italiano. Prima ancora di aver calcato il palco del mega concerto di Locri, tuttavia, i “Marvanza” avevano vissuto un’altra importante esperienza artistica nel dicembre scorso al Ciak di Forlì, invitati ad aprire il concerto del famoso gruppo partenopeo degli "Almamegretta". Il progetto “refurtiva” ha origine nella primavera del 2002, a Caulonia, quando Ilario Ierace (batterista) e Francesco Mazzà (basso),dopo aver di nuovo assaggiato il rammarico dell’ennesimo gruppo sciolto, incontrano e iniziano a conoscere musicalmente Alfonso Pezzaniti (voce e chitarra). Nel gennaio 2004 partecipano alle selezioni di ArezzoWave per la seconda volta, classificandosi al quarto posto tra i gruppi della sezione Reggio Calabria. Nel settembre del 2004 entrano a far parte del gruppo Ilario Musco e la sua chitarra, passando dal rock acido, veloce e spoglio di tre elementi (basso - chitarra - batteria) ad uno più melodico, complesso e curato nei particolari. La nuova strada porta a rifugiarsi in “ref-studio”, dentro un impegnativo lavoro di auto-registrazione, per il definitivo demo ufficiale : “NEBBIA EP”.

Autore: 
Redazione