La Locride scientifica batte un "sonoro" colpo

Ven, 10/05/2013 - 17:47

Il 3 e 4 maggio a Locri il gastroenterologo Rinaldo Nicita ha riunito le eccellenze italiane del settore per discutere di gastroenterologia ed epatologia, organizzando  il Congresso Regionale della Società Italiana Di Endoscopia Digestiva (SIED).

 

Di solito questi eventi societari vengono celebrati nei centri sedi di Provincia, come mai questa variazione?

Vorrei ringraziare la SIED regionale nella persona del presidente Cardona e del consiglio direttivo che hanno voluto concedere alla mia persona, una così ampia fiducia da considerarmi,  un punto fermo regionale della gastroenterologia  ed endoscopia digestiva.

Perché ha scelto di dedicare una sessione esclusivamente agli infermieri?

Questa figura ha assunto negli anni un'importanza preponderante nell'ambito delle risorse umane in sanità.

Ancora alle nostre latitudini vi sono dei retaggi che li considerano delle figure di secondo piano. Sono contento di come hanno esposto le varie relazioni assegnatigli e sono felice di aver spinto a farle,  anche a  persone che non avevano mai calcato il podio di un congresso.

Nel discorso preliminare di questa sessione, ha elogiato, spronato, ma anche sferzato gli infermieri; per quale motivo?

Dal momento in cui si è saputo che stavo per organizzare una sessione tutta infermieristica, cosa molto rara in un convegno medico da Roma in giù, sono stato sommerso dalle domande di iscrizioni anche da fuori provincia. La cosa che mi ha ferito è stata la richiesta spasmodica, non già degli argomenti o delle professionalità scientifiche presenti, quanto il numero di crediti formativi e se ce ne fossero ancora disponibili. Atteggiamento che denota una scarsa professionalità, ponendoli fuori dai circuiti di crescita professionale.

Il presidente della SIED Italia, Emilio Di Giulio, ha definito questo evento di portata Nazione. Quale l’impegno per raggiungere questo importante obiettivo?

Il riconoscimento assegnato alla mia persona da parte della SIED Calabria è frutto di circa 18 anni di lavoro sul territorio, partito con la fondazione di una struttura privata non convenzionata, Gastrostudio GNR, censita dalla SIED tra le strutture di endoscopia in Calabria, nata con l'intento di fornire dei servizi medici di prevenzione che, crescendo negli anni, ha cercato di reinvestire gli utili in strumentazioni all'avanguardia e sulla formazione del personale medico e paramedico. Tutto questo lavoro effettuato con serietà ha portato ad riconoscimento sfociato nella richiesta da parte dalla maggiore società che si occupa di gastroenterologia ed endoscopia a livello nazionale dell'organizzazione di un congresso.

Nel suo discorso di apertura lavori ha tracciato alcune linee programmatiche da proporre alla SIED  ed ha manifestato la sua volontà su cosa le piacerebbe che rimanesse da questa esperienza per Lei e per la Locride.

Dopo aver ringraziato le autorità nelle persone e nelle istituzioni  che esse rappresentano, ho sottolineato che, un congresso come altre manifestazioni in cui si prevede anche un cerimoniale, può rappresentare una bella vetrina che purtroppo spesso rischia di rimanere vuota. Ho cercato e voluto fortemente, per questo, che essa fosse riempita di contenuti e di messaggi, quali: spronare i nostri amministratori e colleghi alla restaurazione della cultura dei maestri. Secondo me, il vero maestro è colui che è stato discepolo di un grande maestro e che forma a sua volta discepoli che saranno i futuri maestri. Lo studio e la formazione sul campo fa il buon discepolo. Investire sulle risorse umane, incentivando professionalità esterne a venire a far scuola in Calabria o far si che, professionisti disposti a spostarsi per ottimizzare la loro formazione, possano frequentare per periodi medio - lunghi realtà di eccellenza. Investire sugli screening  e cercare di spiegare ai vari tavoli regionali che a loro volta insistano su quelli romani, che la sanità calabrese per potersi risollevare ha bisogno di investire e verificare nel medio - lungo termine.

Quali gli argomenti scientifici analizzati nei due giorni di congresso?

Il tema è stato l'appropriatezza in epato-gastroenterologia. Ci si è confrontati sul modo di approcciarsi e trattare le varie patologie in questo campo. Uniformare le nostre linee-guida con quelle di centri di eccellenza quali il Policlinico Universitario Sant'Andrea di Roma, l'Istituto Clinico Humanitas di Milano, il Policlinico Universitario di Ancona, il Centro Trapianti di Fegato dell'Ospedale Riuniti di Bergamo, il Policlinico Universitario Tor Vergata di Roma, il Policlinico Umberto I di Roma.

Tanti i complimenti ricevuti per quello che è stato definito un congresso nazionale di alto valore scientifico, attraverso il quale che tipo di messaggio si è voluto trasmettere?

Oggi il paziente non può accontentarsi, sol perché si trova nel sud del paese, di effettuare degli esami endoscopici che rispondano a scarsi criteri di qualità. Un esame non può essere considerato buono solo se il paziente ha percepito poco o molto fastidio, perché gli esami diagnostici devono rispondere anche a dei parametri di qualità precisi, come l'appropriata preparazione, sedazione, diagnosi, gli appropriati strumenti che permettano una visione più accurata delle eventuali lesioni, l'appropriata refertazione che permetta, dovunque esso si trovi o si rivolga nel mondo, per un supplemento di diagnosi o trattamento, di poter dare l'esatta diagnosi al medico a cui si è rivolto.

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