La verità dell'Iride: Balle spaziali

Mar, 21/08/2012 - 10:49
La verità dell'Iride: Balle spaziali

E ultimo venne Curiosity a sondare i misteri dello spazio. Prima di lui centinaia di missioni, che a partire dagli anni sessanta hanno provato a fare scoperte sensazionali, a dare risposte alla fama di sapere dell'uomo. Russia, Stati Uniti, Cina, Europa, tutti ci provano. Ma in mezzo secolo, se si dovesse fare il consuntivo, quali sono stati i risultati?scarsi. e quali cambiamenti positivi le sfide stellari hanno portato all'uomo? Pochini. Più che scoprire i buchi neri, le missioni hanno aperto voragini nei bilanci degli Stati impegnati nelle sfide. Pozzi senza fondo che hanno ingoiato e ingoiano miliardi e miliardi. Fossero stati impiegati sulla terra, quelle spese stellari, quanto avrebbero potuto migliorare la vita dell'uomo, quante vite avrebbero salvato? Tanto e tante. Tutto, più o meno, è iniziato con la messa in orbita, da parte sovietica, della Soyuz con Gagarin dentro. Gli americani hanno risposto alla grande, mandando sulla luna una pattuglia di cavalieri a piantare la bandiera a stelle e strisce. E poi ci sono stati più volte sul nostro satellite, fino a quando le missioni lunari si sono estinte senza un perché. Già, perché? Lo so che è una domanda che vi fate in tanti. Alla quale date una risposta istintiva. Dopo cinquant'anni, andare sulla luna avrebbe dovuto essere una passeggiata. E non lo è, anzi oggi i razzi le passano accanto e non se la filano nemmeno di striscio. Magari perché essa è veramente a due passi, e oggi in tanti sarebbero in grado di guardare, e di vedere una eventuale discesa dell'uomo? Ma si, diciamocelo. Non è che forse Armstrong il piede su quella terra di talco non ce l’ha mai messo? Più difficile sarebbe dimostrare che i robot le immagini non le mandino da Marte. Forse fra qualche anno, le sonde cercheranno un posto più lontano dalla curiosità dell'uomo scettico. Chissà quanti fratelli succederanno a Curiosity. Si dice che la curiosità uccide il gatto, ma si dimentica che essa ingrassa le volpi. E io mi fermo qua, perché non sono una volpe, ma non vorrei far la fine del topo.     

Autore: 
Benjamin Bonson
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