Liberiamo la Calabria

Dom, 22/09/2019 - 11:00

Possibile che “Salvini” abbia fatto un miracolo tale da costringermi ad allinearmi alle élite più conservatrici dell’Occidente?
Lo confesso, almeno in parte, è così!
È così, perché considero un’imperfetta repubblica parlamentare preferibile a un regime di stampo russo o sudamericano e un discutibile e inaffidabile “dirigente” politico, tipo Renzi, preferibile a un “caudillos” o a un oligarca.
C’è comunque chi dice che Salvini sia un pericolo per la democrazia. Ammettiamo che sia vero, come ci possiamo difendere?
La Libertà si difende con la libertà, la democrazia con la democrazia. A Valmy i “rivoluzionari” francesi respinsero gli eserciti dei quattro Regni più potenti della Terra perché difendevano la loro libertà.
Adesso puntiamo il telescopio sulla Calabria e domandiamoci: c’è una democrazia da difendere? E per rendere attuale il discorso: chi sceglierà il prossimo presidente della Regione?
Le prossime primarie istituzionali verranno snobbate dalle caste che vogliono tener segrete le loro carte e, contemporaneamente, sono consapevoli della loro debolezza, che sarebbe evidente in caso di una diserzione in massa dei seggi. Men che meno saranno i “partiti” (ammesso che ce ne sia ancora qualcuno in giro) a scegliere. E infatti a due mesi dalle elezioni non hanno presentato alcun “progetto” e nessun candidato.
Se questi sono i fatti, quale “cittadella democratica” può essere presa d’assalto dai manipoli di Salvini? Chi sarebbero i difensori della democrazia?
Tutto può essere messo in discussione, uomini e idee, ma una cosa deve essere chiara: i calabresi, orgogliosi di esser tali, non faranno scegliere il loro presidente dalle procure della Repubblica, né da altri poteri che si muovono nell’ombra.
Sapete bene che quando l’abbiamo ritenuto necessario abbiamo criticato aspramente il governo regionale in carica e l’abbiamo fatto quando in giro c’erano solo adulatori. Lo scontro politico tra noi e alcuni consiglieri regionali di maggioranza (soprattutto in provincia di Reggio Calabria) è stato costante e su tutta la linea. Proprio per questo, oggi, riteniamo di vitale importanza collocare al centro del dibattito un’analisi severa ma giusta sul governo che sta per scadere e, contemporaneamente, sulle eventuali alternative concretamente possibili. Nessuno è insostituibile ma nessuno ha il diritto di far subdolamente aleggiare sulle prossime elezioni gli inquietanti spettri giudiziari abilmente fatti fuggire dalle cancellerie delle procure.
C’è la dignità della Calabria da difendere. Per dirla con il famoso Mangiafuoco di Collodi, non possiamo essere la terra in cui i cittadini perbene devono guardarsi da coloro “che sembrano buoni”. E se non è certo il caso di innestare le baionette e andare all’assalto al grido di “Oliverio o morte”, non c’è dubbio alcuno che bisogna rivendicare con forza il “primato” della Politica .
Non possiamo essere la Regione in cui il commissario del PD si riserva di calare “l’asso” quando i giochi sono già fatti. Un “leader” vero nasce nella società, soprattutto nei luoghi in cui operare è più difficile, e cresce e si forma nell’impegno quotidiano .
Questo deve essere lo spartiacque! Questa la linea di demarcazione tra quanti chiedono un Progetto di governo regionale meridionalista e garantista e coloro che, nell’ombra, spingono verso una deriva antidemocratica e forcaiola che è - di gran lunga - peggiore rispetto a “Salvini”.
E non è questo un discorso di “Sinistra”. Alcuni valori dovrebbero costituire il patrimonio comune di una Destra liberale come di una Sinistra riformista.
Purtroppo ad oggi, la “destra” calabrese sembra incapace di mettere in campo “progetti” e idee e si dimostra più interessata a tutele “romane” e impegnata in una battaglia interna che inizia e si esaurisce sui nomi.
A “Sinistra” più che indizi ci sono prove di un totale sequestro delle decisioni.
Sino a questo momento “Grillini”, “Destra” e “Sinistra” si preparano a farci bere un nauseabondo intruglio sapientemente distillato con i soliti alambicchi. Si comportano come il famoso sovrano del Belli: “…io son io e voi nun zete un cazzo”.
Se questa è la strategia dei “democratici”, non c’è alcun bisogno che Salvini cinga d’assedio la “Cittadella”. Ha già vinto! Comunque andranno le elezioni!

Autore: 
Ilario Ammendolia
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