Locri, Intervista ad Angela Scocchieri "mamma di giorno"

Mar, 02/07/2013 - 17:36

Asilo nido domiciliare o tagesmutter. Cos’è?
È un nuovo modo, per queste parti, di fare asilo nido. Per far incontrare i bimbi in un ambiente familiare, simile a quello di casa.
Sei l’unica ad aver iniziato questo progetto?
So che ci sono state altre ragazze interessate ma credo di essere partita io come unica, nella zona jonica, quest’anno. Avevo un bimbo e ho pensato che avrei potuto lavorare e stargli vicina.
Cosa ti ha spinta a questo genere di attività?
Lavoravo nella scuola dell’infanzia, con bimbi fino ai sei anni. Diventata mamma ho capito che in realtà una delle età più importanti  per i bambini è quella da zero ai tre anni, in cui riescono ad imparare e a dare di più.
Cosa ha di diverso rispetto ad un asilo tradizionale?
Ogni tagesmutter prende l’impronta dal maestro, per cui ho dato un’impronta che è la mia. È uno spazio creato su misura dei bambini. Io credo che qui siano liberi di esprimere il loro essere in completo. Cerco solo di stimolare la loro crescita. La tagesmutter è diversa prima di tutto per il numero. Massimo cinque bambini e poi il fatto di entrare in una casa invece che una struttura scolastica. I bimbi vivono come fratelli che passano insieme la giornata.
La tua formazione?
Ho letto e studiato per mio conto. Maria Montessori e altri testi della scuola libertaria come Neill e la scuola di Summerhill. Una cosa che mi ha fatto pensare alla tagesmutter è stata la scuola familiare. Mentre aspettavo mio figlio ho conosciuto gruppi di famiglie che offrivano ai figli una scuola più sana rispetto a quella statale. Il gran numero dei bambini nelle classi, insegnare sempre le stesse cose senza seguire la voglia naturale di conoscere dei bambini. Come riempire un sacco buttando via tutto quello che c’era dentro prima. Neanche si socializza, rimanendo seduti per ore, aumenta il bullismo, si perde la voglia di imparare.
Il primo anno di questo esperimento a Locri?
Positivo. Molti hanno visitato la mia scuola e tutti dicono che i bambini qui sono sereni. Ma non lo sono perché sono addomesticati o educati ad essere calmi. Hanno imparato a vivere questo posto in maniera tranquilla, hanno la libertà di muoversi, di alzarsi e fare quello che preferiscono. Io propongo delle attività ma nessuno è costretto a fare quello che fanno gli altri.
Difficoltà?
Di tipo amministrativo, nel capire come fare questa cosa. Nonostante le mie paure perché è una cosa nuova. Ancora l’asilo nido è considerato una specie di parcheggio invece che uno spazio dove i bimbi iniziano a formarsi. E c’è ancora l’abitudine farli stare a tempo pieno con i nonni. La cosa in sé è positiva, ma sono importanti i momenti di socializzazione con altri bimbi.
Progetti per il futuro?
Continuare con la tagesmutter e proseguire attivando gli altri gradi scolastici.

Autore: 
DANIELE MANGIOLA
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