Locri Opera Festival: una grande opportunità per la Calabria che ama la lirica

Dom, 21/07/2019 - 18:00

Il 25 e il 27 luglio, presso la coorte del Comune di Locri, andrà in scena “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, che apre il Locri Opera Festival, frutto della sinergia con l’Associazione Traiectoriae, l’Orchestra e il Coro del Teatro Cilea di Reggio Calabria. Tra i solisti ci saranno Massimiliano Silvestri, tenore di Diamante, che vestirà i panni di Nemorino e Cuneyt Unsal in quelli di Belcore. Li abbiamo intervistati e questo è ciò che ci hanno raccontato.
Quando e in che modo avete iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo della lirica?
L’amore per la musica e per la lirica li ho sentiti sin da piccolo - racconta Silvestri - , essendo la mia famiglia composta da musicisti da tre generazioni. A seguito dei miei studi il mio debutto fu nel 2007 al Festival della Valle d’Itria, nella “Salome” di Strauss al quale ebbi l’onore di prendere parte assieme a un grande del mondo della Lirica: Sergio Segalini, scomparso da poco. L’emozione fu grandissima: la prima volta su un palcoscenico e di dimensioni immense è indimenticabile. A quella seguirono tante altre produzioni liriche. Ciascuna ha lasciato in me una traccia facendomi crescere.
Dopo aver lavorato al Teatro della mia città natale Smirne come cantante solista stabile - ci dice  invece Unsal, - nel 2004 sono venuto a fare il Biennio al Conservatorio di Venezia. Poco dopo il mio arrivo sono entrato nella lista d’artista di un agente lirico ed è iniziato il mio percorso artistico in Italia, in altri paesi d’Europa e Asia. Mi sono stabilito nel paese dei miei sogni, l’Italia, dove ho messo su famiglia e vivo da quindici anni.
La Calabria e l’Opera… pare un binomio non sempre funzionante. Silvestri, qual è il suo punto di vista a riguardo?
Partiamo dal presupposto che la Calabria è una terra bellissima e che se ben organizzata può offrire anche più di altre regioni d’Italia. Calabria e Opera è un binomio che può funzionare, ma tutto dipende da noi, dagli addetti ai lavori, da come sappiamo essere determinati a portare avanti i progetti. Non abbiamo nulla di meno in termini artistici. È vero che in città di altre regioni ci sono Teatri con una storia più antica, ma se prestiamo attenzione in Calabria ci sono location all’aperto straordinarie come l’area archeologica di Locri Epizephiri, quella di Cirella, oltre a bellissimi teatri di tradizione che comunque hanno una loro storia e che si presterebbero perfettamente a produzioni operistiche. L’idea di poca funzionalità è un po’ colpa del passato, forse. Il presente che scorgo appare molto più bello e differente.
Unsal, ci ha raccontato del suo trasferimento dalla Turchia all’Italia. Si è trattato di un viaggio obbligato per affermarsi come artista?
A mio parere, l’artista non deve appartenere a nessun luogo né deve avere una nazionalità specifica. Io mi sento un artista del mondo. Ma sicuramente l’Italia e l’Opera Italiana sono molto importanti per un cantante lirico. Questo Paese meraviglioso mi ha dato tanto. Ho imparato molto e continuo ancora imparare. Per cui, insieme a mia moglie, la Soprano Angela Matteini, abbiamo fondato un’accademia lirica di alto perfezionamento in Turchia, Opera Italiana Academy, che ci permette di portare gli artisti italiani di fama internazionale nel mio Paese natale e insegnare ai neo-artisti turchi come cantare veramente all’italiana: cantare sul fiato, curare l’interpretazione e sapere usare la lingua italiana, che è fondamentale per un cantante. L’italiano è la lingua del Teatro. In tutto il mondo, in Teatro si parla italiano.
Cosa ci potete dire della vostra partecipazione al Locri Opera Festival e come valutate il progetto nel suo insieme?
Sono molto onorato di partecipare al Locri Opera Festival - risponde Silvestri. - Finalmente, per la prima volta, dopo tanti anni, ho il piacere di cantare uno dei ruoli principali del mio repertorio nella mia Calabria. Ritengo che questo progetto sia una grande opportunità per la nostra Regione affinché diventi una meta per coloro che amano ascoltare il Belcanto. Il Festival è ben strutturato e propone diverse specialità del repertorio lirico, dal barocco, al Belcanto fino all’opera del XIX secolo. Ce n’è per tutti gli amanti di opera lirica. È un’eccellente realtà! Domenico Gatto ha l’entusiasmo e le capacità per fare grandi cose.
Trovo tutto il progetto molto professionale - afferma Unsal. - Allo staff vanno i miei più sinceri complimenti. A mio avviso, negli ultimi anni, la qualità artistica in Italia si è un po’ persa e quindi prendere parte a un Festival così ben fatto e di livello professionale molto altro come il Calabriae Opera Musica Festival per me è un grande piacere. In Calabria è la terza volta che canto. La prima volta fu nel 2010, quando interpretai Marcello ne “La bohème” al Teatro Cilea insieme al mio caro amico Direttore del nostro allestimento de “L’elisir” Alessandro Tirotta, che cantava Colline. L’anno scorso sono stato Germont ne “La traviata” a Polistena e quest’anno ritorno con il Belcore, un ruolo frizzante che mostrerà un altro lato di me.

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