Locride e piani strutturali: il caos regna sovrano

Lun, 14/07/2014 - 17:46
19 comuni su 400 si sono adeguati. La provincia di Reggio Calabria è indietro anni luce rispetto all'adozione di questo nuovo strumento urbanistico. Per questo ritardo le possibilità adesso sono una proroga o il commissariamento dei comuni inadempienti

Solo 19 comuni su oltre 400 della provincia di Reggio sono a buon punto con la progettazione dei Piani strutturali comunali. La data ultima per munirsi di questo strumento urbanistico era stata fissata per il giugno 2014, ma visto il gran numero di comuni che non hanno ancora provveduto si sta tentando di ottenere più tempo. È stata proposta una proroga fino al giugno 2015 dalla Quarta commissione del Consiglio regionale, ma ha trovato l'opposizione della Giunta.  
Una proroga è indispensabile, però. Anche perché essendo passato il termine fissato per la presentazione di questi progetti ai comuni decadono le previsioni dei vecchi piani regolatori. Non decadono nel loro complesso, rimangono infatti in vigore le aree più densamente costruite, come le aree dei servizi, le zone di completamento, dei centri storici, ma tutto quello che è fuori dal centro abitato invece diventerebbe automaticamente area agricola. Se ciò accadesse verrebbero meno anche i tributi ai comuni, che infatti hanno accolto tra mille proteste il rifiuto della Giunta a concedere la proroga. A quanto però la Giunta sarebbe orientata verso un'altra soluzione: commissariare tutti i comuni inadempienti. Per conoscere come andrà a finire questa storia si dovrà attendere però il 20 Luglio, data del prossimo Consiglio regionale.  
Come mai questi piani non siano stati preparati però non è ben chiaro. Quello che è certo è il caos amministrativo e burocratico che questo nuovo strumento sta portando con se. E dire che questi nuovi piani sono stati studiati proprio per snellire i processi urbanistici e adeguare le città alle esigenze contemporanee. Invece non c'è mai stata tanta confusione.  Innanzitutto, i comuni hanno due piani quadro a cui fare riferimento uno regionale  e uno provinciale, non ancora ultimati. Entrambi infatti sono ancora in una fase preliminare. Potrebbe quindi accadere che un comune strutturi il suo piano strutturale secondo i dettami imposti dalla propria provincia e poi se lo veda contestato perché in contrasto con le direttive regionali.
Per quanto riguarda la Locride le città più avanti nella programmazione sono Roccella, che si è associata con Nardodipace), Caulonia e i paesi associati nella Vallata del Torbido. La possibilità di associarsi permette ai comuni più piccoli di mettere in comune le proprie esigenze, di risparmiare e di avere in un secondo momento, e se dovessero realizzarsi le città metropolitane, una posizione più forte nel dialogare con Reggio. In ritardo sono invece Locri e Siderno, i tecnici suggeriscono che le due capitali della Locride dovrebbero asscociarsi individuando nelle progettazioni delle città un modello. Dovrebbero trovare un assetto complessivo che metta a sistema le individualità e le risorse dei due centri. Un'idea delle città aderente ad un programma politico, all'interesse dei privati che possono partecipare alla costruzione della città, ai bisogni della collettività. In questo modo non ci sarebbero due teatri a 2 km di distanza, entrambi incompleti.

Autore: 
e.a.
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