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prima pagina > News > Consiglio dei Ministri a Reggio
Consiglio dei Ministri a Reggio
Tutto qui?

Del porto di Gioia Tauro, della sua retroportualità, di un progetto di sviluppo della Calabria, di una nuova classe dirigente, del listino, di strani incarichi e di quei funzionari regionali scelti per affinità con il vincitore di turno e non per merito, di tutto questo giovedì mattina, nella sala della prefettura, nessuna traccia. Il Consiglio dei Ministri a Reggio ha partorito solo “lotta alla ‘ndrangheta”, una pratica che da quarant’anni interrompe volontariamente qualsiasi altra azione, una pratica precauzionale che, da Eboli in giù, blocca tutte quelle iniziative capaci di produrre crescita economica e occupazione duratura. Un aborto. è un gioco vecchio: nella antica Bisanzio, mentre Maometto V stava per espugnarla i politici del tempo si scannavano sul sesso degli angeli. Sarebbe stato meno sfacciato, per il governo, chiedere in comodato d’uso agli U.S.A. i droni, quei velivoli senza pilota che comandati a distanza sarebbero efficacissimi per bombardare padrini e capibastone, summit e santuari. L’inflazionato e sbiadito remake Sicurezza uguale Sviluppo ci imprigionerà a vita nelle sabbie mobili del dopo Fortugno col solito vecchio dubbio: la provincia di Reggio è il culo del primo mondo o il collo del terzo? Mezza giornata di schiume e caffé, di chiacchiere e reparti speciali. Di aborti ed ergastoli. Tutto qui! Poco oltre, check-in, cintura di sicurezza (obbligatoria) e decollo. Dei Ministri a Reggio non ci rimane nient’altro. Nient’altro. (Ercole Macrì)

(01.02.2010)
Ercole Macrì