Città sporche. E il turismo? Bovalino e Locri, due esempi negative in vista dell’estate
Bovalino Passano i mesi, gli anni, ma l’inciviltà resta. Gia l’anno scorso sempre dalle colonne di questo giornale (La Riviera N° 38 del 20-09-2009) avevamo lanciato l’allarme sull’abbandono di rifiuti solidi per le strade bovalinesi. Nulla è cambiato, anzi il fenomeno è addirittura peggiorato. A nulla sono valse le ordinanze dei sindaci. Alla modica cifra di 5 euro nel comune di Bovalino infatti, un camion effettua il ritiro a domicilio di rifiuti ingombranti, ma ben pochi ne usufruiscono. Anzi i pochi impavidi che provano ad usufruire della prestazione, talvolta, sono costretti ad attendere qualche settimana a causa della mole di lavoro e dei pagamenti arretrati necessari per effettuare il conferimento in discarica dei rifiuti già ritirati e poter procedere al ritiro dei nuovi. Singolare coincidenza poi vuole che a fine e inizio estate nei pressi del lungomare appaiano sdraio, sedie di plastica per esterno, tavolini, mattonelle e materiali da costruzione. Quest’anno la casualità è stata davvero puntuale e calcolatrice, con la stagione estiva iniziata in ritardo e i lidi ai primi di luglio ancora in fase di montaggio e sistemazione, ecco apparire sdraio, sedie e così via. Ma attendiamo fiduciosi la fine dell’estate per trovare anche qualche frigorifero o qualche congelatore per gelati. Forse a nulla servirà la pulizia che proprio in questi giorni il comune sta effettuando con il ritiro dei rifiuti soprattutto nelle zone centrali del paese; in poche settimane tutto tornerà come prima, o quasi. Già, perché, se una volta imperava il malcostume di scaricare rifiuti speciali nei letti delle fiumare, adesso gli incivili non hanno neanche il buonsenso di abbandonare gli ingombranti in zone periferiche, ma si limitano probabilmente a portarli alla pattumiera di fronte casa, come se il suolo pubblico non sia di loro proprietà e i muri delle loro casa, dove dubitiamo siano abituati a sporcare tanto facilmente. Ovviamente il nostro è un ragionamento ab absurdo, perchè vogliamo ricordare che per l’abbandono o il deposito di rifiuti, pericolosi e non, sul suolo, nel sottosuolo o immissione nelle acque, sono previste sanzioni amministrative e penali (vedi box a lato). Alla stupidità umana però purtroppo non c’è mai fine e forse occorre segnalare alla popolazione bovalinese che, per scelta o ignoranza, non usufruisce dei servizi del comune, l’effimero risparmio che l’abbandonare rifiuti per strada comporta. Se credono che facendo i furbi e risparmiando ben 5 euro abbiano gabbato il loro comune di residenza, forse, tra qualche anno (o già dal prossimo), il comune dovrà rientrare delle spese effettuate per lo smaltimento. A ben poco serviranno le proteste in municipio per l’aumento delle tariffe Ta.r.s.u. e simili, tutt’al più subirà un’impennata il malcostume di non pagare le rette comunali. Capitolo a parte meriterebbero poi i residenti di altri comuni che nei loro spostamenti verso la marina devono necessariamente transitare per il suolo bovalinese. Non mancassero i “dritti” del loco, anche loro, talvolta, sostano nei pressi dei cassonetti lasciando dei ricordini. Le istituzioni incaricate di vigilare sono provincia e comune. Infatti, in presenza del reato è il sindaco che emana un’ordinanza e "dispone le operazioni a tal fine necessarie e il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate". Per la mancata esecuzione dell’ordinanza, sia per soggetto privato che impresa o ente, è prevista una sanzione penale che prevede l’arresto fino ad un anno. Ma considerato gli esponenti della malavita organizzata che indisturbati continuano a spadroneggiare per le nostre strade dubito che vedremo mai un arresto per smaltimento illegale di rifiuti. Locri Manco dal lungomare di Locri che è un’eternità: per me non ha nessuna attrattiva. Architettonicamente insipido come pochi, buono solo per sculettare. Per questo non sono a conoscenza diretta della sequela di spostamenti e restauri subiti (direi che è il termine più adatto) dal monumento a Nosside, poetessa megaellenica, opera di Tony Custureri. L’opera è di buon livello, apprezzabile anche se con numerose imperfezioni, tuttavia non avrebbe meritato sorte tanto misera. Spostato dal centro della piazzola del lungomare e addossato alla ringhiera (per dare meno fastidio alle minigonne struscianti?) dove ha perso di levità e anche di significato simbolico. Poi imbrattato in maniera vergognosa fino ad una ripulitura che l’ha portato in stato ottimale durante l’estate scorsa. Oggi di nuovo imbrattato: usato come supporto per scritte banali, neanche - per dire - uno di quei bei graffiti d’autore che si trovano per le periferie delle grandi città, ma stupidissime scritte a pennarello nero: «x sempre», «kiamami», «io e te 3m sopra il cielo». La base è poi considerata come pattumiera. Bottiglie, cartacce, lattine, cannucce. Tutto intorno nella piazzola regna la sporcizia. Delle ragazzette sedute sul bordo del monumento litigano tra loro con spudoratezza e la crudeltà tipiche delle sedicenni, preoccupate solo delle loro mutande e di quel che ci entra dentro. E’ questo l’aspetto che Locri vuol dare di se stessa ai paesi vicini e ai turisti? Alcuni amici venuti da Bergamo commentano ingenuamente sulle condizioni del verde pubblico e della sporcizia in pieno centro: “Mah! E’ strano che il comune non abbia pensato a pulire e irrigare le aiole”. “Più che strano - ho aggiunto io - direi sospetto”.