Torna alla Homepage
locanda dei 5 sensi
 
 
Lun 06 09 2010
rss feed
 
 
Rubriche
News Approfondimenti Attualità Politica Cronaca Sport Musica - Spettacolo Arte - Cultura - Eventi L’angolo Ritorto Opinioni Il fesso della settimana Caro direttore Sunset Boulevard Scienza e fede Giardinando Voce ai lettori
Galleria Video
Galleria Fotografica
 
La Riviera per la tua pubblicità
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
La Riviera per la tua pubblicità
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
 
 
 
prima pagina > Attualità > Università, gli studenti bloccano l’aumento delle tasse
Università, gli studenti bloccano l’aumento delle tasse


Un fulmine a ciel sereno. Forse non del tutto inatteso, però, sicuramente "doloroso". Soprattuto per le finanze delle famiglie che devono mantenere i propri figli all’Università Mediterranea. E dopo il fulmine è arrivato anche il tuono: potente e rumoroso, come la forze dei giovani, che si sono ritrovati, ieri mattina in via Diana, per manifestare il proprio dissenso davanti alla sede del Rettorato. La mission degli universitari era impedire la riunione del Cda dell’Ateneo che avrebbe dovuto ratificare l’aumento immediato delle tasse a carico degli studenti. E la mission, dopo attimi di tensione, è stata raggiunta: il Cda è stato rinviato e adesso ci sarà una commissione che discuterà del problema per trovare una soluzione. Tra i manifestanti c’era anche anche Rocco Palamara, studente di ingegneria e unico rappresentante degli studenti in Senato accademico, il quale non è riuscito a evitare il "golpe" di «un aumento folle delle tasse universitarie che – spiega il senatore Palamara – si abbatteranno su tutti gli studenti della Mediterranea come un uragano improvviso». La protesta è salita di livello con il trascorrere dei minuti. Il raddoppio delle tasse, infatti, è un argomento che, da solo, ha fatto numerosi proseliti. E sempre più arrabbiati. Un aumento folle, dicevamo, che ha fatto saltare i nervi agli studenti sia per la sostanza che per la forma. Spiega, infatti, Palamara: «Ogni studente dovrà pagare per l’iscrizione al nuovo anno accademico una prima rata di 250 euro (prima era di 194), inoltre c’è stato un accorpamento della nove fasce reddituali in cinque. E non finisce qui. Infatti, la seconda rata dell’iscrizione, per tutte le fasce reddituali ha subito un aumento pari al doppio». In soldoni: una famiglia con un reddito Ise compreso tra 20 e 36 mila euro si troverà a pagare per fare studiare il proprio figlio 1.050 euro di tasse universitarie più 100 euro di tassa regionale (anche questa aumentata da 60 a 100), più il contributo fisso per una migliore qualità di servizi didattici offerti dalla facoltà che può variare da 100 a 200 euro a seconda della facoltà. Tutto questo se lo studente è bravo e rispetta i tempi accademici. Nella, a questo punto malaugurata ipotesi che lo studente sia fuori corso, per le famiglie ci sarà un’altra tassa di 100 euro che aumenta fino a 300 euro per chi è iscritto al quarto anno fuori corso. «Sono durati troppo poco – afferma Palamara – i tempi in cui i rappresentanti venivano "inseguiti" e accolti amorevolmente negli uffici dell’Ateneo lo dimostra il fatto che in 20 giorni di organizzazione di una manovra atta ad aumentare tasse e contributi universitari non è stato chiesto alcun parere agli studenti come prevede l’art. 24 dello Statuto di autonomia della Mediterranea». – Questo aumento delle tasse sembra un ritornello che si ripropone con scadenza annuale. «È vero. Ogni anno viene riproposto l’aumento delle tasse, ma quest’anno, a differenza di quanto avveniva di solito, gli studenti sono stati del tutto ignorati e, come dicevamo prima, non è stato seguito il corretto iter burocratico. Secondo noi, tale modus agendi è illegittimo, sicuramente svilisce il ruolo di rappresentanza degli studenti e non fa nemmeno onore a chi lo ha attuato. Si vogliono aumentare le tasse? Va bene, ma discutiamone insieme. In passato, infatti, sono state istituite delle commissioni bilancio che hanno discusso diverse proposte di aumento che poi sono state sottoposte al parere del Consiglio degli studenti e dunque sono state approvate». – Quindi gli studenti non sono contro tasse ragionevoli? «Considerata la situazione di crisi finanziaria del nostro Ateneo, un lieve ritocco delle tasse sarebbe stato inevitabile e noi eravamo pronti a dare il nostro contributo per uscire dalla crisi. Invece, hanno preferito fare tutto alle nostre spalle».

(22.07.2010)
Gaz Sud