Torna alla Homepage
frujt
 
 
Lun 06 09 2010
rss feed
 
 
Rubriche
News Approfondimenti Attualità Politica Cronaca Sport Musica - Spettacolo Arte - Cultura - Eventi L’angolo Ritorto Opinioni Il fesso della settimana Caro direttore Sunset Boulevard Scienza e fede Giardinando Voce ai lettori
Galleria Video
Galleria Fotografica
 
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
La Riviera per la tua pubblicità
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
La Riviera per la tua pubblicità
 
 
 
prima pagina > Caro direttore > Da sola la legalità salverà Reggio e provincia?
Da sola la legalità salverà Reggio e provincia?


Caro direttore, dopo l’omicidio Fortugno, i ricorrenti episodi di malapolitica e di malaffare, l’eccidio di Duisburg, si è giunti alla linea di non ritorno, si è toccata forse la soglia più bassa della credibilità e dell’immagine dell’ intera comunità . Un senso di impotenza, di apatia, di sfiducia alimenta la convinzione che la Calabria non possa farcela o non possa farcela da sola. La legalità non è un fatto biologico; al contrario la si conquista, la si acquisisce con l’educazione, l’esempio, la testimonianza e con valori di riferimento alti di cui non si può fare a meno. Svuotare la ndrangheta significa svuotarne i falsi valori, bonificare il contesto in cui si afferma. Senza un progetto, senza una finalità, senza un riferimento a un orizzonte di valori sia non solo inefficace. C’é bisogno di nuova politica, nuova cultura, nuova impresa che abbiano un fondamento etico, che sappiano guardare al bene comune, alle condizioni dei ceti sociali deboli e delle giovani generazioni. Secondo lei, direttore Zitara, al reggino può bastare solo la repressione da parte dello Stato oppure serve anche necessariamente che la politica si faccia carico delle proprie responsabilità?
Antonio Calabrò
Gentile lettore, la cultura mafiosa è fuori dalla civiltà così come viene comunemente intesa. Il problema politico di fondo è che purtroppo essa esiste e siccome non è accettabile va combattuta. Ma quali sono gli strumenti per combatterla? Secondo me le radici sono così affondate nella nostra terra che un’opera di bonifica deve rivoltare il terreno dal profondo. Questo significa che le relazioni di scambio a cui è pervenuta la nostra società non sono così innovative da farci pensare a un immediato cambiamento. Ciò porta in primo piano il progetto che non può essere della Locride soltanto ma dell’intero Mezzogiorno. Per quel che riguarda le mie conoscenze, questo progetto relativo al Mezzogiorno non esiste ancora. Spetta alla classe politica nazionale darci quantomeno l’indicazione dei sentieri culturali e mercantili da seguire per offrirne una definizione credibile.
Con i miei saluti,Nicola Zitara


(26.07.2010)
Redazione