Caro direttore, dopo l’omicidio Fortugno, i ricorrenti episodi di malapolitica e di malaffare, l’eccidio di Duisburg, si è giunti alla linea di non ritorno, si è toccata forse la soglia più bassa della credibilità e dell’immagine dell’ intera comunità . Un senso di impotenza, di apatia, di sfiducia alimenta la convinzione che la Calabria non possa farcela o non possa farcela da sola. La legalità non è un fatto biologico; al contrario la si conquista, la si acquisisce con l’educazione, l’esempio, la testimonianza e con valori di riferimento alti di cui non si può fare a meno. Svuotare la ndrangheta significa svuotarne i falsi valori, bonificare il contesto in cui si afferma. Senza un progetto, senza una finalità, senza un riferimento a un orizzonte di valori sia non solo inefficace. C’é bisogno di nuova politica, nuova cultura, nuova impresa che abbiano un fondamento etico, che sappiano guardare al bene comune, alle condizioni dei ceti sociali deboli e delle giovani generazioni. Secondo lei, direttore Zitara, al reggino può bastare solo la repressione da parte dello Stato oppure serve anche necessariamente che la politica si faccia carico delle proprie responsabilità?