Diciamo subito quello che la Corte dei miracoli, chiamata a tessere la rete di ragno per il 150° anniversario dell’unità di Italia, tende a nascondere: la storia dell’Italia unitaria comincia con una menzogna calcolata, con la menzogna che i meridionali furono gravati dalle tasse poiché il Piemonte s’era indebitato nel sostenere le tre guerre d’indipendenza nazionale. E vero è che quell’indebitamento fu dovuto ai grandi lavori , voluti dal Cavour, per modernizzare il Piemonte e consentire traffici e commerci. Né solo comincia questa nostra storia, cosiddetta unitaria, ma prosegue il suo cammino imperterrito, poiché- lo affermava Guido Dorso- quando un territorio è privo di classe dirigente, è destinato a subire tutte le storture e tutte le diffamazioni. Leggete quello che scrisse in La questione meridionale e Napoli ( Luigoi Pierro, Napoli 1903) Francesco Saverio Nitti: “ Fino a qualche anno fa è stato ammesso quasi come un assioma una serie di affermazioni del tutto contrarie alla verità. Le leggi unitarie e uniformi han giovato sopra tutto al Nord d’Italia; si è detto che il Sud ne avesse più grande vantaggio. Il Mezzogiorno ha accettato il debito del Nord, ha venduto i suoi demani, ha ceduto le sue ricchezze monetarie: e pure è stato detto che l’antico reame di Napoli avesse molto guadagnato nell’unità. Per oltre trent’anni l’Italia del Nord ha invaso d’impiegati lo Stato: qualche paese del nobile Piemonte si è dopo il 1860 quasi spopolato: si è ripetuto che i meridionali invadono tutto. Alcune fra le più povere province del Sud pagano per imposte più che molte fra le più prospere del Nord: e per molti anni si è detto che i meridionali quasi non pagano imposte. Le spese per i lavori pubblici sono state fatte principalmente nel Nord; si è detto invece che le ferrovie del Sud hanno rovinato il bilancio […]. Quando masse di capitali e di ricchezza sono state trasportate dal Sud al Nord è venuta la tariffa doganale di protezione: i meridionali hanno in molta parte pagata la prosperità industriale del Nord. Pure è stato affermato, si afferma ancora che sono i baroni del Mezzogiorno (o come morosi nel pagamento dei debiti!) a imporre il protezionismo, mentre nulla doveano proteggere. La massa degli intraprenditori di Stato è venuta fuori quasi esclusivamente dal Nord; pure il Sud ha avuto tutte le colpe dell’affarismo”. Avete letto bene? E non è la tiritera che si ripete a tutt’oggi, assecondandola con il nascondimento del pensiero meridionalista? E così abbiamo finalmente capito perché tra gli eventi proposti dai maestri-cerimonieri del 150° anniversario dell’unità d’Italia non ce ne è neppure uno intestato allo studio delle pagine dei meridionalisti. Le loro ceneri meritano di essere disperse al vento. Si permisero contro il buongoverno di dimostrare che le due Italie erano spiegate da come lo Stato unitario ha funzionato nel Mezzogiorno, sul Mezzogiorno, contro il Mezzogiorno. E gli astrologhi della sinistra pallida che ne dicono?