Torna alla Homepage
locanda dei 5 sensi
 
 
Lun 06 09 2010
rss feed
 
 
Rubriche
News Approfondimenti Attualità Politica Cronaca Sport Musica - Spettacolo Arte - Cultura - Eventi L’angolo Ritorto Opinioni Il fesso della settimana Caro direttore Sunset Boulevard Scienza e fede Giardinando Voce ai lettori
Galleria Video
Galleria Fotografica
 
La Riviera per la tua pubblicità
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
La Riviera per la tua pubblicità
cronache italiane
La Riviera per la tua pubblicità
 
 
 
prima pagina > Approfondimenti > Locride, dove i ventenni giocano a fare i vecchi
Locride, dove i ventenni giocano a fare i vecchi
Tra morra e il mito di Don Vito Corleone

Estate 1992, sono le 19.30 del 13 luglio, davanti all’Ymca il mare è la prova più limpida dell’esistenza di Dio, ci sono voci e profumi di ragazzi e ragazze che stanno esplodendo dalla gioia di vivere. Ogni granello di sabbia è un sogno, un’aspettativa. La scuola è finita, il Liceo lo rivedremo a settembre. Adesso c’è da vivere, da pensare alla luna che ogni mattina farà posto al sole, e tu non te ne vuoi perdere uno di questi abbracci. I pensieri diventano parole, festa, lidi, tra un mese il Roccella Jazz e ancora viaggi e esperienze all’estero. Un confronto continuo tra generazioni. Quell’anno ricordo andammo a Malta con altri amici. Un gruppo di universitari tornava da un viaggio negli States. Poi l’Inter, la Juve e le passioni per tutto. C’era la musica, la politica e le storie d’amore. Era una vita a colori di una generazioni che voleva crescere. Anno dopo anno si è sbiadito ogni tinta forte. Estate 2010, sono le 19.30, sotto gli alberi della Villa di Siderno, nella piazza di Locri, nelle piazze e villette di Reggio Calabria suona la tarantella, un duo fisarmonica e organetto. Poco distante le grida sono aspre e incazzate: “sei, sei…tri mo…sana sana mannaia la……”. Che tristezza. Il folklore, la parte peggiore del folklore, ha spento i sogni dei giovani. Tutti li ad essere pronti quando dovranno confrontarsi con il “compare Cola”.Che posto ingiusto che è la Locride, dove ragazzi appena ventenni giocano a fare i vecchi. Ecco cosa è cambiato, se proprio dobbiamo dirla tutta è cambiato questo, lo spirito della razza giovane, annullato dalle palette per saluto e dai compari per amici, tutto azzerato dalle usanze del tipo che se sei dentro un bar prima tu devi offrire all’amico che entra: “Chi ti pigghjj”. Chi tamarri. Oltre la repressione ci vuole una sterzata nella direzione giusta, ci vorrebbe una ventata di aria nuova, ma forse è tardi, a cinque anni i bambini bestemmiano e non conoscono l’italiano, a 10 anni sanno le regole della murra meglio dell’Ave Maria e a 14 anni suonano il tamburello nelle ville delle città. Cosa volete che facciano a 25 anni, i manager? No a quell’età sono compari con le stellette sulle spalle. Che tristezza. Che malinconia quell’estate del 1992…

(26.07.2010)
Pv