Novello stappato, 20mila bottiglie prodotte nell'Enotria

Lun, 12/11/2018 - 16:40
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Tra la fine di ottobre e i primi di novembre tutta l'Italia gli rende omaggio. Una parte di consumatori lo aspetta per abbinarlo in particolare ai prodotti autunnali quali castagne e funghi. Ebbene puntuale è arrivato sulle tavole il vino novello Made in Italy con le circa 20mila bottiglie prodotte in Calabria nel 2018. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che quest’anno il “deblocage” è stato anticipato, secondo quanto disposto dal decreto del ministero delle Politiche agricole, di oltre due settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 15 novembre prossimo. La qualità si prevede buona e la produzione risulta stabile rispetto all’anno scorso e assai distante dai numeri che si ottenevano solo un decennio addietro quando le cantine calabresi mettevano in commercio oltre 100 mila bottiglie. Il vino da bere giovane ha un po’ perso dunque lo smalto del passato perché legato troppo anche alla stagionalità e conservabilità. «Di certo all’origine del fenomeno - sempre secondo la Coldiretti - c'è una serie di fattori, a partire da un consumo troppo corto, che deve avvenire nell’arco dei prossimi 6 mesi e poi la tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa rispetto a quelle tradizionali. E poi c'è da aggiungere che gli stessi vitigni che, negli anni passati rappresentavano la base del novello, vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata». Colore intenso, di facile beva, scarsamente tannico e poco impegnativo e con bassa gradazione (in genere si attesta sugli 11 gradi) , il novello made in Italy basato su uve Dop e Igp deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione utilizzato. La fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni danno origine a un vino delicato dal sapore fresco e piacevole e con il caratteristico gusto amabile e fruttato. Anche se non sono pochi quelli che ne auspicano la fine, i consumatori, dal Pollino allo Stretto, da Nord a Sud Italia, attendono sempre questo momento che caratterizza l’autunno per bere insieme in allegria e spensieratezza augurandosi di non farlo diventare un lontano ricordo.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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