Okra e buoi dei paesi tuoi

Lun, 08/04/2019 - 13:00
I briganti

Ieri sono andata dall’indiano. Andare dall’indiano significa che scegli di andare in un negozio gestito da indiani, dove sai che troverai prodotti inusuali ma meno cari, alcuni. Altri no. Amo molto variare l’alimentazione, e quindi provo cose nuove, nuovi sapori. A Siderno dall’indiano trovavo chili di zenzero fresco e molto a buon prezzo, un buon latte di cocco che uso molto per i dolci, la farina meno cara, e poi ho scoperto l’okra, anzi, me l’ha fatta scoprire mio padre che a quanto pare cercava un prodotto per diminuire il colesterolo: l’okra, come i semi di lino, ha questo tipo di proprietà, e ha un ottimo sapore. Gli indiani sono sempre molto gentili, così pure qui a Bassano ho cercato un negozietto simile, e l’ho trovato. Però non mi sarei aspettata di trovare pure la farina made in sud, e precisamente pugliese, con tanto di cartina geografica con le scritte pure in arabo. Un po’ strano, ma è stato bello leggere sulla confezione l’esaltazione delle ottime qualità della farina del sud. Gira che ti rigira ho trovato pure l’okra, e l’ho presa in ricordo... della Calabria! Poi scopri che qui usano moltissimo un’altra farina made in sud, molto pregiata, che è la Senatore Cappelli, e la usano nella produzione di pane e pizze che mettono in vendita in tutto il Veneto. Al mercato ho comprato gli asparagi sardi (perchè quelli bianchi di Bassano erano cari, ma li proverò) la cipolla di Tropea e i friarielli di Napoli e ovviamente le arance di Sicilia. Qui in Veneto ci sono ottimi prodotti a km 0, ma la cosa bella è che si fa meno fatica, rispetto alla Calabria, a trovare un prodotto del sud. Il tutto è un po’ surreale. Scommetto, e lo scoprirò presto, che anche all’estero sarà più facile trovare prodotti calabresi rispetto alla stessa Calabria. Da che dipenda posso solo immaginarlo. Ormai sono anni che me lo chiedo. Una risposta me la sono data.

Autore: 
Brigantessa Serena Iannopollo
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