Padre Stefano De Fiores, orgoglio della Calabria

Dom, 22/09/2019 - 12:00

Recentemente uno studioso poliedrico, di carattere riservato, un filosofo nel senso greco, ovvero un instancabile amante del sapere, Fortunato Nocera  ha regalato al mondo della cultura nazionale una pregiata biografia di Padre Stefano De Fiores, uno dei più grandi mariologi  del Novecento, a due anni dalla  sua dipartita. Per ricostruire la vita e le numerose opere di  Padre Stefano occorreva un grande coraggio, una cultura multidisciplinare e la fede. Il Nocera, oltre ad avere queste qualità ha avuto la pazienza e l’ amore per seguire tutto l’itinerario culturale e spirituale  del Grande Monfortano. Il Nocera ha  al suo attivo numerose pubblicazioni che spaziano dalla letteratura alla narrativa, dalle monografie storiche alle biografie, ma quest’ultimo lavoro supera ogni altro:qui s’incontrano filosofia,  teologia e  Grazia. Ma chi è Padre Stefano? Nasce a San Luca nel 1933 da famiglia piccolo borghese e riceve il Sacramento del battesimo nel Santuario di Polsi sotto lo sguardo amorevole della Madonna; frequenta con notevole profitto le scuole elementari del paese, terminate le quali segue le lezioni private di Don Antonio Pelle, superiore del Santuario di Polsi, per prepararsi agli studi ginnasiali. Intanto muore il padre, imprenditore affermato, e la famiglia De Fiores si trasferisce provvisoriamente a Polsi dove Stefano incontra per caso il Padre Monfortano Berton, che si trovava in missione in Calabria; il Missionario, durante una liturgia viene colpito dai tratti della personalità del ragazzo e lo vuole con  sé a Bergamo, come apostolino, presso la storica Scuola monfortana. Così nel 1946 il ragazzo, cresciuto tra San Luca e Polsi, parte per Redona: la retta di mantenimento viene corrisposta direttamente dal Superiore di Polsi, mons. Pelle, con fondi propri. A Radona il giovane Stefano trova un mondo nuovo ma con la sua notevole intelligenza s’inserisce in tutte le attività, della scuola, compresa l’orchestrina, anche  perché il giovane dimostra attitudine per la musica. Completa i suoi studi a Castiglione Torinese e a Loreto. Nel 1959, proprio qui, è ordinato sacerdote. Termina così il  percorso formativo culturale e  spirituale; il giovane possiede ora una solida cultura  filosofica e teologica e un’elevata spiritualità. E’ ora tempo per dedicarsi all’apostolato missionario e all’approfondimento degli studi teologici a lui tanto cari ed in modo particolare quelli sul Mistero di Maria, madre di Dio, alla luce delle Sacre Scritture e della pietà popolare. Il primo impegno missionario lo dedica alla Calabria: nel 1960 lo troviamo a Martone, in occasione della Santa Pasqua. Conseguita la licenza in Teologia inizia l’insegnamento in varie Università ed Istituti universitari cattolici che  manterrà per tutta la vita. Tra le branche teologiche approfondisce la Mariologia e nel 1968 pubblica il volume Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa, anche alla luce della Lumen gentium e del Concilio Vaticano  Secondo. Con questo lavoro entra nel novero dei grandi  mariologi del tempo. La Pontificia Università Marianum gli affida l’insegnamento delle varie branche della Mariologia. Dalla Mariologia passa alla letteratura e nel 1976 “ assieme ai giornalisti A. Bava e L. Malafarina cura una monografia su Corrado Alvaro…” La sua firma ormai è presente su tutte le più importanti enciclopedie e dizionari mondiali per il tema mariologico. Encomi e riconoscimenti per i suoi studi gli arrivano da ogni parte del mondo e non c’è convegno o congresso che non lo veda protagonista. Nel 1986, i confratelli lo nominano  Padre Superiore della Provincia monfortana d’Italia ed in questa veste visita le comunità monfortane sparse in tutto il mondo. Nel 1988, in occasione d’un importante convegno tenutosi a Polsi presenta Il fondo del Tufo che giaceva dimenticato negli archivi di Ascoli Piceno; questa scoperta porta nuova luce sul vescovo di Gerace del Tufo e sulla Calabria del Settecento. Pubblica una documentata monografia su Camillo Costanzo, apostolo dell’evangelizzazione del Giappone, con 17 lettere inedite dalle quali si evince chiaramente che il grande gesuita nacque a Bovalino e non a Cosenza, come ritenuto da alcuni per errore. Nel 1990 pubblica gli atti del Convegno di Polsi dell’anno precedente, e si fa promotore dell’Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana per diffonder nel mondo la ricerca scientifica sulla Vergine Maria, Madre di Gesù; pubblica un articolo su Francesco da Paola, definito da Corrado Alvaro “ una torre di giustizia”. Per diffondere nel mondo gli studi di Mariologia fonda la rivista Theotokos alla quale affida numerosi suoi studi scientifici. Nel 1995 organizza a San Luca e presiede un importante convegno, con la presenza di illustri critici, su Corrado Alvaro, di cui è estimatore e grande conoscitore delle opere .In una omelia tenuta a Polsi nel 1910 padre Stefano dice un no secco alla mafia  “ alla ricerca della ricchezza portatrice di numerose faide paesane…il caro vecchio paese di San Luca non poteva essere sfigurato dal male, dalla ‘ndrangheta vendicatrice e assassina..”Negli ultimi anni di vita ottenne premi e onorificenze da parte di  Istituzioni culturali, civili e religiose. Amò la Calabria, soffrendo per il suo stato; chiudendo la monografia sul Beato Camillo Costanzo,  evangelizzatore del Giappone, si chiede:”  Se nel 1600 un figlio di Bovalino ha potuto compiere imprese memorabili perché oggi la Calabria deve piegarsi su se stessa sotto i mali che l’opprimono?” Per la sua cultura, umiltà, attaccamento al prossimo  la pietà popolare lo voleva cardinale. Ma questo è un metro umano per valutare. La Provvidenza aveva preparato per Lui un premio incomprensibile alla mente limitata di noi uomini che non siamo nulla se ci abbandona l’amore di Maria e lo sguardo di Dio.

Autore: 
Bruno Chinè
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