Quando Messina perse il Porto Franco ed elesse Giuseppe Mazzini deputato

Lun, 29/01/2018 - 18:40

Mercoledì 31 gennaio, alle ore 17.30, nella sala conferenze del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, lo stesso Museo e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuovono la conferenza Quando Messina perse il Porto Franco ed elesse nel 1866 Giuseppe Mazzini suo deputato”. Apriranno l’incontro gli interventi del Direttore del Museo, dott. Carmelo Malacrino, e Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis. Relazionerà Pasquale Amato, storico, docente di Storia presso l’Università per Stranieri “D. Alighieri” di Reggio Calabria, componente del Comitato Scientifico del Cis sez. Storia. Ai tempi del Regno delle Due Sicilie, Messina godeva di molti privilegi. Una banca pubblica tutta sua e la prima società anonima siciliana erano nati a Messina su iniziativa del governo borbonico. Dopo la fine delle Due Sicilie 1860 e dall’ingresso nel Regno d’Italia 17 marzo 1861, Messina subì un crollo economico provocato dal brusco passaggio dal protezionismo borbonico (col privilegio del Porto Franco, che aveva incentivato l’economia e gli scambi culturali) al liberalismo economico cavouriano, che la ridimensionò drasticamente. Il 25 febbraio del 1866 Giuseppe Mazzini venne eletto alla Camera dei deputati da un collegio di Messina. La notizia generò numerose polemiche a Firenze, in quel periodo capitale d’Italia, per l’ineleggibilità di Mazzini, sul quale pendevano due condanne a morte. La Giunta del Regno, incerta se convalidare o respingere l’elezione, pressata dalla protesta di numerosi italiani e in particolare dal Movimento repubblicano decise per la convalida di Mazzini a deputato di Messina.

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