Respinta l’incandidabilità dell’ex sindaco di Scilla

Ven, 04/01/2019 - 19:20

«Da nessuna delle condotte addebitate» all’ex sindaco di Scilla Pasqualino Ciccone «emergono elementi che inducano a ritenere che l’azione amministrativa fosse asservita agli interessi della criminalità organizzata». Con queste motivazioni il Tribunale di Reggio Calabria ha respinto la richiesta di incandidabilità per l’ex primo cittadino della cittadina tirrenica, il cui Comune era stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel marzo scorso. Ciccone era l’unico esponente dell’amministrazione per cui il ministero dell’Interno aveva chiesto l’incandidabilità. Il Tribunale, presieduto da Giuseppe Campagna, ha invece bocciato su tutta la linea le tesi del Viminale, all’epoca dello scioglimento guidato da Marco Minniti. Per Ciccone è la fine di un incubo: «Sono stati 10 mesi difficili, in cui la mia dignità è stata messa in discussione. Questa sentenza dimostra che i magistrati hanno guardato attentamente le carte. Mi rincuora il fatto che abbiano riconosciuto la mia estraneità rispetto a queste vicende. È una sentenza che mi dà ragione su tutta la linea. Ringrazio i miei avvocati Gaetano Ciccone, Antonino Quero e Marinella Gattuso, che era assessore nella mia amministrazione e ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione della difesa. Non mi resta che chiedere a Minniti per quale motivo il suo ministero abbia chiesto addirittura la mia incandidabilità, tentando di cancellare trent’anni di politica a favore dei più deboli».

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