Roccella Jazz: la qualità ha un sapore internazionale

Dom, 20/08/2017 - 16:30
Terminata la “fase di rodaggio” dedicata ai nuovi talenti, la XXXVII edizione del Roccella Jazz entra nel vivo lasciando inaugurare al “Concerto Versatile” di Antonella Ruggiero la sezione “Rumori Mediterranei”, dedicata ai grandi artisti. Sempre di grande qualità, l’offerta del Festival del Jazz di Roccella Jonica promette anche quest’anno di essere elevatissima e di spaziare dal jazz al pop, dall’etnico alla musica d’autore. Ne abbiamo parlato con il direttore artistico Vincenzo Staiano.

«Questa edizione del Festival si contraddistinguerà per due produzioni originali estremamente importanti e interessanti - ci spiega fin da subito Staiano - alle quali si accosterà una prima europea.
«Scendendo nel dettaglio dei “main events” che scandiranno le cinque serate della sezione “Rumori Mediterranei” del Festival, si inizierà questa sera con un quartetto di grande forza espressiva, composto da nomi importantissimi del panorama musicale internazionale quali Alexander Hawkins, Sabir Mateen, John Edwards e Steve Noble. Punta di diamante della serata, comunque, sarà il “Concerto Versatile” di Antonella Ruggiero, voce unica del panorama italiano, che presenterà un progetto rodato e dal grande successo che ha preso forma grazie alla collaborazione con il marito Roberto Colombo e al tastierista Mark Baldwin Harris.
«Nella serata di domani, invece, verrà presentato il progetto “Eklektik” di Antonio Faraò, una produzione che apre alle contaminazioni del jazz da parte della musica pop e funk e che ha preso forma grazie alla collaborazione con artisti di fama internazionale come Marcus Miller, Snoop Dogg, Krayzie Bone, Manu Katche, Mike Clarks e Didier Lockwood. Al Roccella Jazz Faraò si presenterà con una formazione inedita, che lascia spazio ad astri nascenti come Claudia Campagnol e Ronnie Jones ma, come già accaduto per la serata di domenica, questo primo concerto sarà solo un gustosissimo antipasto al grande evento che seguirà. Mi riferisco al “Original Tribute to Rino”, il primo dei progetti originali sviluppati appositamente per il Festival. Si tratta dell’evento principale della manifestazione di quest’anno, quello che dà il sottotitolo a questa XXXVII edizione. “A me piace il sud”, infatti, è una canzone di Rino Gaetano, al quale abbiamo voluto dedicare il festival richiamando la vicinanza del cantautore crotonese al genere jazz. Gaetano, infatti, non ha mai eseguito jazz, ma ne è sempre stato affascinato, come dimostra per di più la collaborazione con Giovanni Tommaso, autore di questo tributo. L’impegno del contrabbassista, che sarà affiancato dalla figlia Jasmine, da molti anni negli Stati Uniti ma venuta nella Locride apposta per questo concerto, ci garantirà di presentare per la prima volta al pubblico una serie di arrangiamenti jazz delle canzoni più celebri di Rino Gaetano, un’impostazione inedita delle opere del cantautore resa ancora più unica dal fatto che vengano eseguite da una voce femminile.
«Sempre a Rino Gaetano è dedicata anche la seconda produzione originale del Roccella Jazz, che sarà presentata nella prima serata di martedì 22 agosto. Mi riferisco a “Pitagorino”, un concerto che ricorderà la passione di Gaetano per i numeri, la filosofia e Pitagora in particolare. Questa passione del compianto cantautore sarà indagata dal grande filosofo con la passione per la tromba Massimo Donà, che ci condurrà per mano attraverso un percorso vocale e musicale che, assieme al sassofono di Francesco Bearzatti, conta di incantare la platea. Seguirà il James Taylor Quartet, quartetto inglese che proporrà un concerto all’insegna dell’acid jazz e che promette di essere una delle attrazioni principali del festival.
«Con “Aqustico vol. 2” di Luca Aquino inaugureremo la serata di mercoledì 23 agosto. Assieme al fisarmonicista Carmine Ioanna, Aquino riprende da Roccella la propria attività artistica dopo essersi ripreso da un male che gli ha impedito di fare un viaggio in bicicletta attraverso l’Europa per raccontare luoghi e persone attraverso la musica. Seguirà la “Med Free Orkestra”, un’ensemble multietnica composta da sedici musicisti provenienti da cinque Paesi e tre continenti del sud del mondo e che eseguiranno musica di confine di grande qualità per una delle serate più vivaci che si svolgeranno al Teatro al Castello.
«Per il gran finale del 24 agosto si inizierà con un gradito ritorno: dopo aver composto ed eseguito “SiSong” in memoria dello scomparso Sisinio Zito per l’edizione dello scorso anno, il grande pianista friulano Claudio Cojianiz presenterà il suo ultimo progetto legato all’Africa con un quartetto di consolidata esperienza e affiatamento. Chiuderemo con una grande novità del jazz statunitense, “Moving Still” di Jonathan Finlayson & Sicilian Defense, l’anteprima europea di un progetto musicale che si ispira al gioco degli scacchi e che, dopo aver riscosso grande successo negli Stati Uniti, approda per la prima volta nel Vecchio Continente assicurando una chiusura inedita e di grande impatto qualitativo».
Ma Roccella Jazz non sarà solo i grandi eventi della sera.
«Accanto ai questi eventi - continua Staiano - che si svolgeranno ogni sera presso il Teatro al Castello a partire dalle ore 21:15, tra l’Auditorium e la Chiesa al Castello, alle 18:00 si svolgeranno altri incontri, concerti e presentazioni di libri e album di grande impatto e qualità. E poi seminari, masterclasses e whorkshop tenuti dai musicisti che parteciperanno al festival si riveleranno un’occasione unica per gli artisti di zona che vogliono implementare la propria tecnica. Sono una parte della tradizione del festival che eravamo stati costretti ad accantonare nella scorsa edizione ma che abbiamo voluto recuperare a partire da quest’anno nella speranza di poterli implementare al meglio nelle prossime edizioni grazie al finanziamento più stabile che abbiamo ottenuto quest’anno da parte della Regione.
«Nel 2017, inoltre, il Roccella Jazz promette di non essere una parentesi di cinque giorni: stiamo infatti lavorando a un ciclo di incontri autunnali dedicati principalmente alle scuole, affinché il Festival sia una presenza fissa per la città di Roccella e diventi sempre più non solo intrattenimento, ma un’occasione concreta di fare cultura e sviluppare l’amore per la buona musica».

Autore: 
Jacopo Giuca
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