Salvatore Galluzzo, da Roccella in giro per il mondo a fotografare la natura

Dom, 24/02/2019 - 18:20

Ha 23 anni, ma ha già girato mezzo mondo con al collo la sua inseparabile macchina fotografica, catturando gli scenari più emozionanti delle grandi città ma anche le immagini più suggestive che la natura regala a ogni latitudine. Salvatore Galluzzo, in arte Save Rock, vive a Roccella Jonica e nei giorni scorsi si aggirava tra gli attori e i cameramen del film "Respira" di Lele Nucera, girato a Siderno.
Cosa ci facevi all'interno di questo singolare set cinematografico in cui è stata trasformata Siderno?
Ho fotografato l'intero backstage di "Respira". Non è la prima volta che collaboro con Lele: l'ho infatti seguito anche nel backstage di "Maramandra" e "9x21". Oltre la fotografia, ho la passione per la recitazione. Lavorando al fianco di Lele riesco a combinare le due cose: sono nell'ambiente cinematografico e cerco di imparare nuovi segreti per inserirmi nel settore della fotografia di scena.
Al di là della fotografia connessa al cinema, cosa ti piace fotografare?
La mia passione è la fotografia naturalistica e di viaggio: amo viaggiare e raccontare attraverso i miei scatti i luoghi che visito e che mi hanno lasciato un segno.
Ci sono dei messaggi che vuoi lanciare attraverso i tuoi scatti o credi principalmente nella fotografia creata per un puro estetismo?
No, non è puro estetismo. Attraverso la fotografia cerco di condividere il mio punto di vista su quanto fotografo. Cerco di dare una mia interpretazione, di valorizzare la natura, gli animali...
Tre ingredienti che secondo te sono fondamentali in uno scatto fotografico?
La luce, prima di tutto; in secondo luogo l'occhio, e poi la storia e il carattere di chi scatta la foto, due elementi che inducono a immortalare un determinato momento piuttosto che un altro.
La macchina fotografica ti dà un senso di potere o di protezione?
Per me la macchina fotografica è come un'estensione del mio corpo, ma non mi dà né potere né protezione. È soltanto un "canale" attraverso cui guardo ciò che mi circonda. Anche quando non ho la macchina fotografica con me, guardo la maggior parte delle cose come se le stessi osservando attraverso una lente, scattando fotografie immaginarie di ciò che vedo.
Al giorno d’oggi la fotografia è un mezzo che si è esteso praticamente a tutti. Questa mercificazione la trovi deleteria per la professione del fotografo oppure credi che la fotografia debba essere un mezzo alla portata di tutti?
È giusto che la fotografia sia per tutti, il problema sono i clienti che spesso non sono in grado di capire quando c’è davvero un professionista dietro l’obiettivo. Chi ha studiato e vuole fare della fotografia il proprio mestiere viene penalizzato da chi si improvvisa fotografo.
In passato la fotografia è stata fortemente influenzata dalla storia dell'arte. Che ne pensi dell'estetica post-internet, sempre più invasiva?
L'estetica post-internet ha influenzato fortemente la fotografia e la visione che i giovani di oggi, me compreso, hanno a riguardo, alterando in un certo senso anche i canoni di "bellezza", "arte" e "moda" in voga nel periodo predigitale.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
Rubrica: 

Notizie correlate