Un’inedita unità d’intenti

Dom, 04/11/2018 - 11:40

Terminata la protesta, si entra nella fase operativa.
Si potrebbe riassumere con questa espressione la linea d’azione intrapresa dall’assemblea dei sindaci della Locride in seguito all’incontro sulla sanità tenutosi presso la direzione sanitaria dell’Ospedale di Locri martedì sera. Durante l’assise, partecipata da ben ventisette primi cittadini del comprensorio, Franco Candia, Rosario Rocca e Giovanni Calabrese hanno tracciato il bilancio degli undici giorni di presidio effettuato dinanzi all’ospedale stabilendo, di comune accordo con i colleghi, quali dovranno essere adesso le azioni da intraprendere per dare ulteriore impulso alla protesta. All’esito dell’incontro sono stati decisi i passi che dovranno essere effettuati dai primi cittadini prima di raggiungere la fase tre che, secondo i programmi, dovrebbe essere avviata già entro la fine dell’anno.
Ritenuto inutile proseguire con il presidio di protesta, mercoledì mattina i sindaci hanno rimosso il gazebo dinanzi all’ingresso dell’ospedale, trasferendo la raccolta firme a sostegno della piattaforma nei singoli comuni e su internet, dove sarà possibile sottoscrivere una petizione online formale. In vista della fase tre, inoltre, i primi cittadini cercheranno di sensibilizzare la cittadinanza sul tema attraverso la convocazione, nelle prossime settimane, di assemblee tematiche, da svolgersi anche nelle scuole al fine di avere un confronto diretto con i giovani, ritenuti a buon diritto il futuro del nostro comprensorio. Parallelamente si svolgerà in ogni comune un ciclo di consigli comunali utili a discutere e approvare un documento sulla sanità da sottoporre, durante un incontro ufficiale, al commissario ad acta alla sanità calabrese Massimo Scura, al quale, dopo il favore verbale espresso nei giorni scorsi, sarà richiesta un’approvazione formale della piattaforma stilata dai sindaci. Al fine di rendere il più proficuo possibile tale incontro, inoltre, per come proposto dal primo cittadino di Monasterace Cesare Deleo, sarà istituita al più presto una commissione di sindaci che, in stretta collaborazione con il personale sanitario, si accerti delle problematiche sofferte da ogni singolo reparto dell’ospedale, di modo che si possa giungere al confronto con il commissario con delle soluzioni concrete e supervisionare successivamente sulla loro messa in pratica. Nel frattempo, si cercherà di coinvolgere anche la Commissione Sanità della Regione Calabria in un confronto finalizzato alla revisione della legge che ha comportato la perdita di autonomia per il nostro ospedale e sarà richiesto al Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari di riavviare il Tavolo Sanità Locride istituito dall’ex Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin e decaduto al termine del suo mandato. In questo contesto, si cercherà dunque di intavolare un confronto con l’attuale Ministro della Salute Giulia Grillo, intermediato magari dalle Commissioni Sanità di Camera e Senato, cui si provvederà ad inviare le relazioni stilate in merito alle condizioni dell’ospedale.
Qualora tutto questo insieme di iniziative, come in fondo accaduto al termine di questa prima fase di protesta, si rivelasse ancora una volta insufficiente a smuovere le coscienze degli organi preposti, la terza fase si concretizzerà, come anticipavamo, entro la fine dell’anno, in uno “Sciopero Generale della Locride”, una soluzione più volte emersa nell’ambito delle recenti riunioni sul tema che prevede un blocco totale dei servizi (in termini e modalità ancora da definire) in tutto il comprensorio.
Per quanto le soluzioni adottate possano sembrare vaghe o già sentite, va dato atto ai sindaci di essere riusciti, una volta di più, a concordare in tempi brevi una linea d’azione che potrebbe garantire finalmente il raggiungimento di qualche importante risultato. Non tragga in inganno, infatti, la mancanza di risposte (probabilmente prevedibile) in questa prima fase della protesta. La costanza nel mantenere alta l’attenzione sul tema e una mobilitazione generale dei sindaci e della cittadinanza sembrano al momento essere l’unica cosa in grado di dare un risalto di livello nazionale al problema sanità nella Locride e bisogna dare atto ai nostri rappresentanti locali di averlo compreso. Come da più parti riconosciuto durante l’assemblea di martedì scorso, infatti, tra i nostri primi cittadini si è finalmente instaurata un’unità di intenti assolutamente inedita, in grado di far loro mettere da parte una volta per tutte banali campanilismi almeno su una delle grandi problematiche del comprensorio.
Se l’ospedale, nel suo sempiterno claudicare, è comunque riuscito a vivacchiare, in questi anni, non si può negare che parte del merito vada dato anche ai nostri sindaci e al vescovo, che sostenuti o meno da una folla oggi giustamente disillusa sulla capacità di ottenere risultati in merito, sono riusciti a mantenere alta l’attenzione sul tema al netto di una sostanziale divisione di intenti.
Con il valore aggiunto dell’aggregazione, della proverbiale unione in grado di trasmettere forza, invece, i primi cittadini possono adesso dare il colpo di coda definitivo a una condizione che gli abitanti della Locride meritano di vedere risolta, quanto meno, come giustamente sottolineato nel proprio intervento da Rosario Rocca, in segno di rispetto nei confronti delle future generazioni…

Autore: 
Jacopo Giuca
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