Una scoperta calabrese può risolvere le malattie degenerative?

Dom, 14/01/2018 - 12:20

La circolazione venosa ha il compito di trasportare dai tessuti al cuore il sangue che contiene i prodotti di scarto generati dal lavoro delle cellule e che è ricco di anidride carbonica e povero di ossigeno. Nei soggetti con infezioni a carico della bocca, gola, naso i virus e i batteri presenti nei tessuti ammalati, possono passare nel sangue ed essere trasportati nei polmoni o nel cuore dove possono causare broncopolmoniti o infezioni a carico delle valvole e del muscolo cardiaco.
Fino ad oggi si pensava che il cervello e il midollo non potessero essere attraversati da questo flusso sanguigno.
Noi abbiamo dimostrato che, se vi è un restringimento delle vene principali del collo o del torace, il sangue venoso proveniente dal capo dal collo e dagli arti superiori per raggiungere il cuore deve attraversare il circolo venoso del cervello e del midollo. Questo significa che continuamente sangue venoso entra nel cervello e nel midollo.
Questo continuo passaggio di sangue può causare lesioni gravissime dovute al sovraccarico di liquido ematico che attraversa cervello e midollo e ostacola il normale deflusso di sangue dai tessuti nervosi verso il cuore. La complicanza più grave è però legata alla possibilità che batteri, virus o altre sostanze nocive possano entrare direttamente nei tessuti del cervello e del midollo causando malattie infettive gravissime.
I principali disturbi che il paziente può accusare sono: stanchezza per minimi sforzi, riduzione della vista, disturbi dell’equilibrio, disturbi intestinali che possono costringere il paziente all’uso del pannolone o disturbi vescicali che possono portare alla necessità di utilizzare un catetere vescicale permanente. Con il passare degli anni il paziente può non essere in grado di muovere le braccia o le mani per cui non riesce ad alimentarsi o a svolgere i comuni lavori manuali o perdere la capacità di stare in piedi per cui è costretto a muoversi con la sedia a rotelle. In altri pazienti si ha un progressivo deterioramento delle capacità intellettive con perdita della memoria o la comparsa di tremori a carico degli arti superiori e inferiori.
L’aver dimostrato che molti di questi disturbi possono essere legati al passaggio di sangue venoso dai tessuti del capo e del collo apre ampie prospettive nella diagnosi e nella terapia di molte malattie del sistema nervoso.
Molte sono le malattie neurologiche in cui si è riscontrato un collegamento con le stenosi delle vene del collo (vene giugulari) e le vene del torace (vene brachiocefaliche o vena cava). Le più note sono la Sclerosi Multipla, il Morbo di Parkinson, la Sindrome di Meniere e molti casi di Malattia di Alzheimer.
Se si pensa che, in molti casi, le stenosi di queste vene possono essere congenite, si capisce come molte malattie neurologiche infantili con disturbi del movimento, della sensibilità o con ritardi nell’apprendimento possano essere una conseguenza del passaggio di sangue venoso dalla testa e dal collo direttamente al cervello e al midollo.
Come è facilmente comprensibile, si è aperto un mondo nuovo nella ricerca che, secondo il mio parere, porterà alla comprensione e alla prevenzione di molte patologie gravemente debilitanti che interessano il cervello e il midollo. Spero che tutti, mondo sanitario, mondo economico e politico parteciperanno all’approfondimento della conoscenza dei meccanismi che sono implicati nella origine di queste malattie invalidanti in modo che in pochi anni non avremo più pazienti con patologie neurologiche così invalidanti.

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