È della Locride l’unico socio reggino della “Società Numismatica Italiana”

Dom, 24/03/2019 - 11:40

Molti di noi, da piccoli, entravano in una sorta di competizione nel possedere una determinata moneta o banconota. Proprio come le figurine, le monete diventavano non soltanto un oggetto di scambio ma anche un tesoro da sfoggiare orgogliosamente e custodire gelosamente. Alcuni di quei bambini avranno messo da parte quel denaro per crearne una collezione, altri invece, lo avranno dato via per una caramella o per l’immagine di Ronaldo, ignari del valore affettivo e quantitativo che oggi avrebbero avuto. Erano anni in cui la nostra puerile ignoranza non ci permetteva di cogliere il valore di 100 lire.
A tal proposito c’è uno studio scientifico che si occupa di studiare la storia della moneta in tutte le sue varie forme: la numismatica. Fondata nel XVIII secolo, questa scienza si interessa anche di altre forme di denaro come le banconote, i mezzi di pagamento pre-monetari o i medaglioni, e studia differenti aspetti legati alle monete dal punto di vista storico, geografico, artistico ed economico. È la passione per questo studio che alimenta l’intraprendenza di coloro che, nel denaro, non vedono soltanto un mezzo per arricchirsi ma un bagaglio culturale da lasciare alle future generazioni.
Tra queste persone c’è Filippo Racco. Avvocato del foro di Locri, studioso di storia sociale e feudale del Regno di Napoli in età moderna, è l’unico socio nella provincia di Reggio Calabria a essere stato ammesso nella Società Numismatica Italiana, associazione ONLUS fondata nel 1892 che promuove e diffonde gli studi relativi alle monete, alle tessere, ai pesi monetari, alle medaglie e ai sigilli.
Questa settimana abbiamo dialogato con lui su come abbia raggiunto questo importante traguardo e su cosa si potrebbe fare per incentivare le nuove generazioni ad affacciarsi a questa scienza.
Com’è nata la sua passione verso la numismatica e quali sono i requisiti per diventare socio della “Società Numismatica Italiana”?
È stato mio padre a trasmettermi questa passione. Fin dall’adolescenza, infatti, ho sempre nutrito un forte interesse sia verso la numismatica sia verso gli studi storici. È grazie a queste mie passioni che sono diventato socio della “Deputazione di Storia patria per la Calabria” e della “Società Numismatica Italiana”. L’ammissione all’interno di quest’ultima associazione è molto selettiva: per potervi accedere, infatti, lo statuto prevede la presentazione di una domanda formale corredata dalla sottoscrizione congiunta di due soci in veste di garanti. Questa domanda, seppure priva di tali firme, può essere comunque presentata al sodalizio, che si riserva di chiedere all’istante ulteriori informazioni, ed è questo che è avvenuto nel mio caso.
Una bella soddisfazione personale, quindi, essere stato ammesso senza garanti.
Certamente, tanto più che all’inizio confesso di non avere nutrito molte aspettative di riuscirvi. Non potendo contare sul supporto dei due soci presentatori per la congiunta sottoscrizione della domanda di ammissione, infatti, le mie speranze erano veramente poche. La decisione del Consiglio Direttivo di accogliere la mia domanda di ammissione è stata invece un “privilegio” il cui merito va alle mie pubblicazioni in materia storica e al mio interesse per lo studio della monetazione greca, magno-greca, romana, bizantina e medievale. Non essendovi molti altri soci nella nostra regione, inoltre, rappresenterò la Calabria all’assemblea generale ordinaria del sodalizio, che avrà luogo il 13 aprile, presso la sede della Biblioteca Trivulziana del Castello sforzesco di Milano.
Benché la Locride sia satura di reperti archeologici, anche di natura monetaria, ha accennato anche lei al fatto che nel nostro territorio non si registra un particolare interesse verso la numismatica. A suo avviso, come si potrebbe invertire questo trend?
A mio parere, tale inversione potrebbe e dovrebbe partire dalle scuole di istruzione secondaria di secondo grado. A tal fine, nell’ambito della programmazione dei progetti annuali di offerta formativa, o di altri progetti simili, il corpo docente potrebbe proporre appositi seminari da svolgersi anche mediante supporto multimediale. Avvalersi di strumenti tecnologici permetterebbe infatti di illustrare ai discenti la storia delle monete e delle varie coniazioni nel corso dei secoli.
Ha in programma qualche prossima pubblicazione in materia numismatica?
Ho recentemente preparato uno studio intitolato “Brevi note su un denaro tornese di Filippo d’Angiò, principe di Taranto”, che verrà pubblicato a breve sulla rivista “Studi Calabresi”, un periodico del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”, di cui sono anche co-fondatore e socio cultore, che opera nel campo storico-artistico-archeologico.

Autore: 
Gaetano Marando
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