Dalla Locride uno strumento didattico innovativo che farà lezione all’Italia intera

Dom, 23/06/2019 - 17:00

Un importante riconoscimento è stato ottenuto dall’Istituto comprensivo “E.Terrana” di Ardore, Benestare, Careri, Natile e Ciminà, distintosi tra tantissimi Istituti di tutta Italia grazie a uno strumento didattico innovativo creato dalla professoressa Manuela Raschellà, con l’appoggio della lungimirante Dirigente Anna Delfino. Si chiama “Terrana Social” ed è un “social blog didattico” che in breve tempo ha ottenuto oltre 20.000 visualizzazioni. Recentemente il “Terrana Social” è stato selezionato per il Seminario Nazionale MIUR per le Indicazioni Nazionali per il Curricolo, svoltosi dal 20 e 21 maggio 2019, con il CSN del MIUR e le delegazioni scolastiche e degli USR provenienti da tutta Italia per discutere su “Cittadinanza e Sostenibilità”. Abbiamo discusso con la professoressa Manuela Raschellà per conoscere nel dettaglio le caratteristiche di questo innovativo strumento partito dalla Locride e che farà “lezione” all’Italia intera.
Che cos’è il Terrana Social?
È uno strumento didattico con l’aspetto di “social”. Infatti, la cosa più bella del “Terrana Social” è la possibilità di interagire e di avere un social della propria scuola che, così facendo, grazie proprio al linguaggio tanto amato dai giovani (i “social media” appunto) ha creato una comunità scolastica con un forte spirito di appartenenza. L’Istituto “E.Terrana” è un grandissimo Istituto che comprende tantissimi plessi e gradi di scuola: Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado. Ecco quindi che il Terrana Social li unisce e rende la scuola innovativa: perché è grazie a questo strumento tecnologico che docenti, studenti e genitori condividono le diverse esperienze didattiche e i vari progetti, visionandoli anche semplicemente dal telefonino, e ricevendo spunti per progetti sempre nuovi.
Grazie al Terrana Social è possibile realizzare lezioni con metodologie di didattica innovativa. Qualche esempio?
Attraverso il Terrana Social sono state realizzate lezioni con modalità CLIL (lo studio di varie materie utilizzando la lingua straniera), Flipped Classroom (la lezione capovolta), E-learning (studio a distanza anche per venire incontro a delle particolari situazioni di difficoltà). Inoltre, il Terrana Social incoraggia i ragazzi allo studio delle discipline STEM, ovvero le discipline tecnico-scientifiche.
Come si prevengono i possibili atti di bullismo?
Il Terrana Social ha una funzione che protegge i ragazzi: non è necessario registrarsi, quindi si protegge la privacy, e inoltre ogni commento viene pubblicato solo dopo la l’approvazione dell’amministratrice, per sicurezza. Ma posso affermare con orgoglio che non vi sono mai stati commenti offensivi finora.
Tra i progetti condivisi sul Terrana Social c’è “Vivere la scuola con amore” che ha anticipato un’iniziativa, che ha avuto grande clamore nazionale, di un preside di una scuola di Milano: a fronte dei comportamenti indisciplinati dei suoi studenti, li ha mandati a zappare la terra. Il vostro progetto, invece, era più ampio…
Sì, il nostro progetto non è conosciuto al grande pubblico, risale a molto tempo prima ed è più ampio. Ma soprattutto è diverso il nostro atteggiamento: lo si nota sin dal titolo. Abbiamo deciso di agire in modo positivo e propositivo per combattere la dispersione scolastica proponendo un’idea “diversa” di scuola agli alunni indisciplinati, e alla loro manifestazione di disagio noi abbiamo risposto così: proponendo loro delle nuove modalità di lezioni, cioè collegate alle loro passioni (che noi sapevamo fossero l’amore per l’agricoltura e il giardinaggio, oppure il bricolage e le attività creative, le tradizioni locali come, ad esempio, il folklore e il presepe). Quindi, spesso abbiamo fatto lezioni all’aperto, dove erano proprio loro, gli alunni che prima erano indisciplinati, a fare da “esperti” e tutor orgogliosi dei propri compagni. Abbiamo lavorato tutti i docenti in modo interdisciplinare… durante tutto l’anno scolastico 2016/17 c’è stato un confronto continuo e un grande lavoro e la nostra Dirigente Anna Delfino ci ha supportato costantemente.
Il risultato è stato fantastico: tantissimi genitori o nonni sono venuti a dare il proprio volontario contributo per il miglioramento della scuola, ognuno in base alle proprie competenze: le mamme e nonne che hanno cucito le tende ricamate per le classi, i papà sono stati disponibilissimi come esperti di bricolage, i nonni ci hanno aiutato a risistemare il giardino insieme agli instancabili collaboratori scolastici, mamme che facevano lezione di ricamo, papà che facevano lezione di chitarra, un papà artigiano ha fatto lezioni di falegnameria, i professori e i genitori hanno realizzato tantissimi presepi artigianali che poi sono stati messi in vendita per donare il ricavato alla Caritas locale, il gruppo folcloristico di Natile ha dato la propria disponibilità per preparare gli alunni per uno spettacolino di fine anno… e tanto altro ancora. Alla fine siamo stati felici del risultato finale! E allora lo pubblicai nel Terrana Social nato da poco.
La scuola è finita, ma il progetto del Terrana Social va avanti?
In seguito alla mia relazione tenuta al Convegno Nazionale del MIUR nel workshop n. 6 “Promuovere società pacifiche e inclusive per uno Sviluppo Sostenibile”, ho ricevuto grande apprezzamento e curiosità verso il Terrana Social da parte di molte delle varie scuole partecipanti, e innanzitutto da Veneto, Lombardia, Campania e Puglia, nonché dalla Calabria stessa e così ora la Dirigente Anna Delfino prospetta la possibilità di realizzare un corso di formazione (eventualmente anche in modalità on-line) per venire incontro alle tante richieste pervenute e condividere l’esperienza del Terrana Social con tanti altri. 

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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