Dioniso, i Bronzi, l’Aspromonte e i Big Data

Dom, 25/08/2019 - 11:40

1) Una docente universitaria di Napoli alla fine della visita alla Villa Romana di Casignana mi dice testualmente “Vi sarete resi conto senz’altro che questa è una piccola Pompei, vero”?
2) Uno scrittore di fama come Gioacchino Criaco lancia una proposta su un eventuale ricollocamento dei Bronzi di Riace
3) Un’importante giornalista e scrittrice trentina, Isabella Bossi Fedrigotti, visita per la prima volta la Calabria e sceglie, lei grande camminatrice e conoscitrice della montagna, di girare a piedi in Aspromonte insieme ad alcune guide ,  rimanendone  incantata.
4) Un docente universitario, anche lui scrittore, Mimmo Talia, decide di inserire nella copertina del suo libro sui big data la foto di un mosaico della villa romana di Casignana.

Quattro punti per fare un ragionamento.

  • La Villa Romana di Casignana è una piccola Pompei, lo sappiamo da anni e da anni siamo impegnati a valorizzarla. Si è fatto tanto, c’è ancora tanto da fare, il sito è meta di tantissimi visitatori, ma adesso è arrivato il momento di pretendere e pretendere con forza.

Da domani bisogna fare di tutto per riuscire a restaurare il “Trionfo di Dioniso”, uno dei mosaici più belli mai scoperti in Calabria, anche perché il Dio del Vino si è stancato di stare dieci anni sotto l’argilla espansa e il geotessuto (già era rimasto sepolto per tanti secoli) e  vuole mostrarsi in tutta la sua bellezza, così come l’altro, Dioniso (Bacco per i latini), restaurato pochi anni orsono e che si trova nella  parte residenziale della Villa.

Da dopodomani bisogna procedere al restauro degli altri mosaici, alla prosecuzione delle campagne di scavo (visto che sappiamo che c’è ancora tantissimo da tirare fuori, compreso altri edifici), alla realizzazione del Teatro e del Museo della villa. Tutto ciò produrrà effetti immediati e tangibili e darà speranza e respiro a Casignana, alla Locride, alla Calabria, trattandosi senza dubbio del sito di epoca romana più importante della Regione, per alcuni addirittura del Meridione d’Italia.

  • Bisogna riaccendere i fari sui Bronzi di Riace, il confronto deve esserci, le posizioni saranno differenti e divergenti, come sta già accadendo sui social ed è giusto che sia così. Quello che non è giusto è arroccarsi sulle proprie posizioni, ma magari anche correggerle una volta studiate. 

Del resto, se qualcuno ha consentito anni fa una campagna pubblicitaria dei Bronzi per lo meno discutibile, giustificata solo da ragioni di marketing, non vedo perché non si possa ragionare tutti insieme e cercare di trovare soluzioni in grado di produrre effetti migliori anche nelle altre aree della Provincia ,oltre che a Reggio Calabria.

A dire il vero, non si comprende il silenzio dei sindaci della Locride, dovuto forse a sottovalutazione del problema (se così fosse sarebbe già grave) piuttosto che ad una volontà di non belligeranza con la Città Metropolitana (che non si può dire che fin qui sia stata attenta alla Locride; nel settore del turismo, poi, non mi pare abbia alzato lo sguardo oltre… il 38º parallelo di Bocale): non c’è una visione d’insieme del territorio, uno sforzo condiviso ed equilibrato, tutto è concentrato sul progresso dei numeri del Museo della città.

  • L’Aspromonte è meraviglioso e da un po’ di tempo, grazie a varie Associazioni e all’Ente Parco, si sta conoscendo di più: si organizzano escursioni lungo strade e sentieri di incommensurabile bellezza. Le gole, le fiumare, le cascate, i dirupi, la flora e la fauna della nostra montagna sono una grande ricchezza. Anche qui però occorre fare di più, l’attività di divulgazione dev’essere incrementata e migliorata, così come la fruizione dei luoghi, sia di quelli facenti parti del Parco d’Aspromonte che di quelli che non vi sono comprese. Sul ruolo della montagna e sul rapporto che dobbiamo avere con essa riguardo i problemi di dissesto idrogeologico non credo serva soffermarsi.

Mi vengono in mente infine due iniziative lodevoli: il Sentiero del Brigante e il Cammino dal Tirreno alla Jonio, organizzati poco tempo fa da alcuni instancabili professionisti, veri amanti della montagna.   

  • Concludo citando Mimmo Talia, una vera testa pensante che gira il mondo parlando di big data e intelligenza artificiale, ma che rimane fortemente ancorato alla sua Sant’Agata del Bianco.

Mi ha fatto sapere tempo fa di voler utilizzare una foto della Villa Romana sulla copertina in inglese del suo bellissimo libro.  La cosa poteva sembrare  banale  a molti,  ma cosi non è. 

Mettere insieme la tecnologia del presente e del futuro ( analizzandone  anche i rischi, oltre che la dirompente efficacia) con  un passato grandioso( il mosaico della Villa)   è  stata una  idea  intelligente e vincente.
Valorizziamo, quindi, i beni archeologici, storici e artistici, i musei, la nostra montagna ,  utilizziamo la tecnologia non dimenticando chi eravamo e facendo tesoro degli sbagli del passato, facciamo tutto questo cercando quanto piu’ possibile la condivisione e sforzandoci di ottenerla, provvediamo a che le risorse assegnate  si spendano e che i finanziamenti futuri nel campo dei Beni Culturali siano dettati da logiche e criteri oggettivi e non da altro tipo di valutazioni deformanti, come purtroppo avvenuto in passato. Se dovremo   rinunciare a qualche sagra , magari per restaurare un mosaico o per portare fuori un muro antico, ce ne faremo una ragione.
Sono battaglie difficili? No, sono battaglie coraggiose. Marcello Veneziani di queste simili circostanze che bisogna affrontare ha scritto ( più o meno ) “ Il pensiero irregolare spesso aiuta, lo hanno dimostrato quei coraggiosi che non si sono accontentati del loro tempo, ma lo contraddissero, creando nuove visuali, anche attingendo a tradizioni antiche”. Insomma, non ci “accomodiamo” su quello che “corre”, abbiamo anche i buoni esempi in tal senso del passato.

Autore: 
Antonio Crinò
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