Fascismo, attenzione a crederlo sconfitto

Sab, 11/11/2017 - 12:20

Il fascismo non è morto settanta anni fa con la caduta di Mussolini. Si è rifugiato nelle insicurezze del nostro popolo, nei contrasti di tutti i giorni. Nelle menti perverse di uomini che mirano al potere con l’inganno. Come un parassita entrato in letargo, aspetta solo il momento propizio per risvegliarsi. Episodi come il recente pestaggio avvenuto ad Ostia nei confronti di un reporter rappresentano solo alcuni dei segnali preliminari che il nemico non è ancora stato sconfitto, ma sta promuovendo il suo ritorno attraverso una violenza gratuita che si ispira ad un fenomeno che credevamo ormai estinto da tempo. Nonostante le numerose indagini e l’indignazione collettiva, questi richiami al totalitarismo che un secolo fa cercò di neutralizzare la libertà in tutti i suoi colori sono sempre più numerosi. C’è il presentimento che la nostalgia per il fascismo abbia raggiunto persino qualche istituzione, contagiando chi dovrebbe garantire alle generazioni future un Paese estraneo alle barbarie e capace di garantire libertà e diritti. Un Paese dove il fascismo possa limitarsi a incupire unicamente alcune pagine dei libri di storia. Il popolo ormai scorge nel fascismo l’antidoto assoluto contro il malessere sociale, economico, culturale, che negli ultimi anni sta lacerando l’Italia. Non si propone come una novità, ma come un ritorno ad una “età dell’oro” contrapposta al quadro attuale, fatto di debito pubblico in aumento, immigrazione agli estremi, black-out nel mondo del lavoro con conseguente diminuzione delle aspettative economiche e professionali; un mosaico disastroso che il fascismo ci illude di poter risolvere. Spetta a noi decidere quale posizione ricoprire, renderci più astuti della sopraffazione che sogna un ritorno glorioso alla dittatura. Non possiamo riservare ai nostri figli un’Italia soffocata dalla nefandezza generata da chi, in fondo, in Italia non ci vorrebbe neanche stare. Abbiamo promesso loro un paradiso dove le ambizioni di ognuno potessero concretizzarsi. Nemmeno un secolo è passato dalle atrocità della guerra che già tentiamo di abbandonare nuovamente la pace per rievocarle? Dobbiamo isolare una volta per tutte questa epidemia di totalitarismo e di odio. Neutralizzarla definitivamente prima che possa ingannare i nostri giovani che, come dimostrato dal coinvolgimento di un 13enne nella vicenda delle figurine di Anna Frank con la casacca della Roma, non sono immunizzati contro la follia di un fenomeno che punta a rinnovarsi nel tempo. Agire senza paura, lontani da quell’insicurezza che promuove la violenza. Questa è la nostra massima priorità. Il fascismo non potrà mai risolvere i nostri problemi, poiché ne è esso stesso causa ed effetto.

Daniele Zucco

Responsabile Organizzazione GD Locri

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