Fuda: Vorrei ridare a Siderno i diritti che i commissari le hanno sottratto

Dom, 17/05/2015 - 11:44
Dopo una veloce carrellata dei più giovani candidati alla carica di consigliere comunale, da questa settimana è giunto il momento di fare una panoramica dei sindaci. Il primo spazio lo dedichiamo ancora a Siderno (dove la presenza di tre candidati ci costringe ad anticipare un po’ i tempi) e, nello specifico, al candidato di centrosinistra Pietro Fuda. Nel prossimo numero, oltre a continuare con un candidato sidernese, dedicheremo anche dello spazio ai candidati di altri paesi del nostro territo

Pietro Fuda ci accoglie nel suo studio con il solito garbo. Fin da quando si è candidato sa di essere sulla bocca di tutti, ma a lui interessa solo arrivare subito al punto, per questo partiamo velocemente con le domande.
Perché la scelta di candidarsi?
Per una serie di situazioni convergenti: mi ha convinto l’appello di amici di diverse estrazioni politiche e dei vertici dei partiti di coalizione, il cui interesse dimostra come la politica a livello nazionale sia diventata sensibile alle problematiche dei comuni, comprendendo che quando le classi dirigenti delle piccole realtà sono in grado di sviluppare programmi concreti, ciò ha ricadute positive anche sul governo centrale. Non meno importante è stato uno scatto di orgoglio personale. La mia esperienza di Assessore Regionale, Presidente di Provincia e Senatore, ha reso ancora più evidente quanto l’amministrazione prefettizia sia stata arrogante: non l’esempio di buona amministrazione che doveva essere, ma la gestione di una città composta di 18mila cittadini come se si trattasse di un gregge qualsiasi.
Come vede, dunque, il suo paese a seguito del commissariamento?
Come un paese i cui cittadini sono stati posti ai domiciliari senza che avessero colpa. Credere nella legalità non significa arrestare, ma rispettare i diritti dei cittadini, cosa che i commissari non hanno fatto, limitandosi a esercitare coercizione e repressione nei loro confronti che, ovviamente, non hanno percepito il legame che questa amministrazione doveva palesare di avere con il governo centrale.
Ci spieghi qual è la sua area politica e perché l’ha scelta.
Come tutti sapranno si tratta dell’area di centrosinistra. La nostra coalizione è composta da tre liste riconducibili a leader nazionali (Matteo Renzi, Nichi Vendola e Bruno Tabacci, che già avevano creato una asse in occasione delle elezioni politiche assieme al leader socialista Nencini) più una lista dal carattere ambientalista. I suoi membri, persone concrete e rispettabili, si occupano da cinque anni delle più gravi problematiche che affliggono Siderno, usando un occhio di riguardo nel campo delle politiche ambientali. Ritengo che, così composta, questa coalizione sia la scelta più appropriata per Siderno, che necessita di un gruppo politico di sostanza, che superi i campanilismi e abbia come collante un programma elettorale, proprio come noi.
Lungomare: come va ripensato?
Innanzitutto va ripensato a livello strutturale, in modo che si possa proteggere dai marosi. Inoltre, stiamo già lavorando per anticipare diversi problemi burocratici. Cercheremo di riqualificare le aree demaniali comprese tra lungomare e ferrovia attraverso un concorso internazionale di idee, con lo scopo non solo di migliorare i quasi due chilometri già esistenti, ma di rendere pienamente accessibili anche gli altri sei chilometri nel pieno rispetto delle doti naturalistiche territoriali. Con valichi pedonali sulla ferrovia, vogliamo rendere accessibile tutta la spiaggia che ricade sul territorio sidernese, ipotizzando un percorso fruibile a piedi o in bicicletta e solo dai mezzi appropriati per pulizia e manutenzione.
Quali sono le priorità del suo programma?
Innanzitutto dimostrare di essere in grado di spendere bene e nei tempi stabiliti i fondi già destinati alla città. È prioritario anche riorganizzare la macchina burocratica per non perdere ulteriori finanziamenti, come accaduto non solo per le opere pubbliche ma anche per le politiche sociali, ma soprattutto per non essere impreparati ad accedere ai nuovi programmi comunitari. Non da ultimo, voglio rispettare gli impegni diretti aprendo la Casa della Salute e riattivando la diga sul Lordo assicurando l’irrigazione dei terreni. Apriremo immediatamente un Ufficio Urbanistica per avviare la lavorazione del Piano Strutturale Comunale (che ritengo lo strumento più qualificante per una buona amministrazione) con l’ausilio di personale qualificato.
Cosa spera di realizzare nei primi due anni?
Oltre a ciò che ho appena elencato spero che i lavori per il lungomare siano vicini alla conclusione; di aver stimolato, oltre ai finanziamenti pubblici, quelli privati; aver fatto recuperare fiducia alla cittadinanza dialogando con essa. Vorrei aver già rivalutato le strutture turistiche, completato il sistema fognario, aver messo a norma il depuratore e l’impianto di San Leo, aver riqualificato Siderno Superiore… e molto altro.
Sappiamo che ha incontrato i cittadini. Che cosa le hanno chiesto?
Il Tour d’ascolto è stato un successo inaspettato. Inizialmente abbiamo riscontrato perplessità e freddezza, complice, forse, un sistema di comunicazione non perfetto da parte nostra. Ma l’essere stati richiamati in alcune località ci ha fatto veramente piacere. La cittadinanza non ha grandi pretese e molte delle richieste, riguardano opere pubbliche che hanno già ottenuto un finanziamento del quale i cittadini non erano a conoscenza.
Siderno vuole solo serenità e lavoro e sarà nostro obiettivo non tradire la sua fiducia e rispettarne i diritti.

Autore: 
Jacopo Giuca
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