Il Gallo d’oro: l’eccellenza retrò che merita un riconoscimento moderno

Lun, 13/07/2015 - 17:06
Mantiene lo stesso aspetto da anni e i piatti sono quelli della più radicata tradizione calabrese. Eppure il Gallo d’oro di Siderno merita, per il secondo anno consecutivo, il Certificato d’eccellenza che Trip Advisor riserva solo a 30 ristoranti l’anno.

Il Gallo d’oro non è un ristorante per tutti. Lo dimostra il fatto che le recensioni su Trip Advisor, quello stesso social che oggi premia Franco Futia perché rastrellatore di buoni giudizi da parte dei suoi clienti, lasciano l’impressione che rimanga veramente soddisfatto solo chi sa bene che cosa aspettarsi dal locale e dal padrone di casa.
L’idea di un tuffo nel passato ti lambicca il cervello già alzando gli occhi sull’insegna, rimasta la stessa almeno da trent’anni a questa parte. Entrati nella stanza dove Franco accoglie i suoi commensali, poi, è impossibile non comprendere che si tratta di un ambiente giustamente definito “spartano”, eppure incredibilmente accogliente.
Franco non nasconde la consapevolezza di offrire poco ai suoi clienti, tanto che, varcata la soglia del locale, che si preparava a una serata di consueto tutto esaurito, la prima cosa che fa è raccontarmi una barzelletta che ritiene rappresentativa della sua condizione.
«L’autista dello Scuolabus che voleva tornare a casa dopo la lunga giornata di lavoro, alla sua ultima fermata dice alla mamma che attende che il figlio torni da scuola: “Signora, prendete il vostro bambino, così torno a casa!”, “Ma questo non è mio figlio!” esclama la signora. “E che posso farci io? - dice l’autista - questo ci è rimasto!”. Ecco, io sono quell’autista. Offro quello che vedi».
C’è da dire che ciò che si vede non può lasciare proprio indifferenti. Tra le varie sculture (di Franco), le targhe, i quadri e le foto che caricano del loro peso tutte le pareti del locale, fa timidamente capolino in un angolo anche un certificato di eccellenza rilasciato, come accennavamo in apertura, da Trip Advisor.
Anzi, due. A quello del 2014 si è infatti aggiunto da pochi giorni quello per l’anno corrente, che mostra che questa targa non è il frutto della simpatia che Futia ha fatto a un critico gastronomico, ma il valore riconosciuto per due anni consecutivi (non lo diremo mai un numero sufficiente di volte) dai suoi clienti, che considerano il suo un locale da 4,5 stelle su 5.
Ben vengano, allora, i piatti della tradizione calabrese cucinati, come si legge su qualche recensione, “come li faceva la nonna”. Spazio alla pasta fatta in casa, alle fritture leggere, ai liquori di produzione propria, alla simpatia che solo un sidernese vecchio stampo può mettere nel servire i suoi clienti, o nell’accogliere come un amico di vecchia data un acerbo giornalista che vuole raccontare al mondo che piccolo gioiello si possa scoprire tra le stradine di una città che affaccia sullo Jonio.
Spazio a quel gusto retrò di cui Franco, in attività da 52 anni dopo aver rilevato l’attività che suo padre aveva iniziato nel 1927, non vuole fare a meno, marchio di fabbrica che, dice scherzosamente «mi ha fatto entrare nella storia e ha reso questo posto patrimonio dell’UNESCO».
Il Gallo d’oro è da decenni un punto di riferimento per centinaia di clienti per tutte queste caratteristiche e, ne siamo certi, continuerà a esserlo per altrettanti decenni.

Autore: 
Jacopo Giuca
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