La Locride, il Salento e gli illuministi da tastiera

Dom, 13/08/2017 - 09:20

Ha suscitato qualche polemica la nostra copertina della scorsa settimana, in particolare fra gli illuministi da tastiera, esperti in conclusioni, un po' meno in analisi. C'è chi l'ha fraintesa, chi ha voluto fraintenderla, chi ha voluto comprendere la nostra provocazione. Siamo ben consapevoli che la Locride non sia il Salento ma sappiamo anche che fino a un ventennio fa il turismo nel Salento versava in condizioni meno rosee delle nostre attuali. L'idea di prendere come termine di paragone il Salento è nata proprio da questo: anche il Salento è stato sulla nostra stessa barca. E mentre c'è chi nella Locride si sente ancora a bordo di una zattera, anche di scadente fattura, noi abbiamo voluto provare l'ebbrezza di vederci scapigliati con il vento in poppa su una mirabile barca a vela. Questo nostro lasciarci tentare dalla vanità è stata interpretato come un non voler navigare sul corso normale del tempo e un posizionarci presuntuosamente su una pedana di lancio, ben accomodati su un missile in adrenalinica attesa di esplorare lo spazio. Un prematuro conto alla rovescia per chi rimane affezionato a tempi da bottiglia dondolanti in mare.
Le reazioni alla nostra provocazione ci hanno comunque aperto gli occhi su una differenza macroscopica tra la Locride e il Salento che abbiamo colpevolmente sottovalutato: il punto di forza che ha consentito la rinascita dell'area salentina e una crescita del comparto alberghiero e della ristorazione dell'80% è stata la consapevolezza dei cittadini che hanno rivendicato orgogliosamente la bellezza della loro terra. Consapevolezza e orgoglio che a noi manca. Eccezioni a parte. Abbiamo ascoltato alcune di queste eccezioni e abbiamo deciso di condividere con voi i loro punti di vista. 

La creazione di un comitato ad hoc, in sinergia con attività private ed enti pubblici, che gestisca e coordini al meglio tutti gli eventi estivi, e li prosegua tutto l’anno, può essere una valida proposta?

Che strada dovrebbe intraprendere la Locride per provare quantomeno a sfiorare i livelli del Salento?

Rosario Rocca
(Presidente del Comitato dei sindaci della Locride)
La creazione di un comitato è una proposta intelligente, senz’altro. Se tutti gli attori sociali, produttivi e istituzionali iniziano a parlarsi, dal confronto non può che scaturire una piattaforma sinergica dove domanda e offerta turistica possano incontrarsi virtuosamente. Ma non basta. L’offerta turistico-culturale della Locride deve essere programmata e ripensata prendendo come parametro temporale l’intero anno solare e il calendario degli eventi non può essere slegato dall’organizzazione di una rete efficiente di servizi culturali, turistici e alberghieri. Se prendiamo come esempio una festa patronale – visto che gran parte degli eventi sono programmati nell’ambito delle feste religiose dei nostri paesi – il concerto piuttosto che il festival dei fuochi d’artificio deve essere presentato in un contesto turistico-culturale più ampio, dove l’offerta possa innalzare i suoi livelli qualitativi attraverso la fruibilità non solo dell’evento in sé, ma anche di strutture ricettive adeguate e, soprattutto, dei luoghi che presentano tratti ineguagliabili di bellezza paesaggistica e di suggestione culturale antropologica. In questo senso più che un comitato ad hoc, io istituirei un Distretto turistico-culturale della Locride dove oltre ai comuni, alle associazioni culturali, alle agenzie del turismo e alle attività produttive anche la scuola e, perché no, l’università possano svolgere un ruolo fondamentale. L’ambizione più grande della Locride non può che essere la Locride stessa. La costa, i paesaggi montani e collinari e i beni culturali di cui è composta la rendono unica nel mondo. Altro che Salento, a queste latitudini si potrebbero osare ben altri livelli. Basterebbe volerlo veramente! Innanzitutto superando definitivamente certe logiche individualistiche o, peggio ancora, di campanile che non hanno fatto altro che condannare e umiliare questo territorio. Certo, siamo indietro. Ma non tutto è perduto. L’itinerario turistico-culturale della Locride può rappresentare un’eccellenza italiana in Europa e nel Mondo. Ma serve una svolta culturale: educare al bene comune le generazioni del futuro e, soprattutto, del presente non può più essere un esercizio retorico e di inconcludente convegnistica. Personalmente sono ottimista, proprio in questa fase sta prendendo forma qualcosa di più di un timido segnale: i grandi progetti della nuova ferrovia ionica e della ciclovia della Magna Grecia, le nuove misure che interesseranno i nostri beni culturali e paesaggistici e, finalmente, si sta lavorando per la candidatura della Magna Grecia come Patrimonio UNESCO. Mi piace pensare che la strada intrapresa, per quanto ancora lunga e ardua, sia quella giusta. 

Annamaria Diano
(Direttrice albergo)
Fare rete è sempre una soluzione vincente. Occorrerebbe, a tal proposito, definire bene il ruolo del comitato, la strategia d’azione e gli obiettivi.
Credo che la Locride, per esprimere sempre meglio il suo potenziale, la sua vocazione turistica, dovrebbe puntare sulla proposta di itinerari di scoperta e riscoperta della sua storia e della sua bellezza, dal momento che è un territorio ricco di risorse ambientali, naturali, arte, tradizione, cultura; investimenti mirati allo sviluppo economico del territorio, infrastrutture, senza trascurare i servizi turistici, come le navette, gli sportelli informativi, l’apertura di botteghe che possano diventare esse stesse attrazioni turistiche (dall’abbigliamento ai prodotti tipici della nostra terra). Credo che accanto alle grandi opere ci sia anche bisogno di pensare a degli spazi in cui il turista possa ritrovarsi e gustare, anche nelle piccole cose, la bellezza della Locride.

Rocco Luglio
(Sindaco di Portigliola)
Noi sindaci dobbiamo inventarci promotori del territorio perché gli operatori alberghieri si lamentano per la mancanza di una valida offerta culturale, poi quando c’è e fa invidia alle regioni più blasonate, dalla Toscana al Piemonte, non promuovono le iniziative perché hanno l’interesse a tenere i turisti nelle proprie strutture all’interno delle quali organizzano manifestazioni per incrementare le consumazioni. Nei complessi alberghieri c’è, purtroppo, questa tendenza a chiudersi. Gli albergatori tornino ad affittare camere e a offrire i servizi connessi all’albergo: c’è un accavallamento di ruoli. I turisti vanno “spesi” all’esterno facendo conoscere il territorio e le manifestazioni che offre quotidianamente. E in estate c’è l’imbarazzo della scelta: il Festival di Riace, di Portigliola, di Sant’Ilario… Lo scorso 28 luglio a Portigliola si è tenuto il concerto di Francesco Anile, tenore calabrese di fama internazionale; Sant’Ilario ha, invece, avuto il più grande violoncellista italiano, Giovanni Sollima, appuntamenti andati nel dimenticatoio. Nei prossimi giorni a Portigliola si terrà una rassegna di teatro classico unica in Calabria, scommettiamo che i turisti di un qualsiasi hotel del territorio non verranno perché gli albergatori non avranno l’interesse a informarli? È stato istituito con soldi pubblici il Centro Servizi Turistici della Locride, ma che funzione ha? Spendere 600-700 mila euro senza un programma? Non riesce nemmeno ad aggiornare un sito e a dare le informazioni corrette! Scrivono “Teatro greco di Locri” quando è di Portigliola! Si evidenziano iniziative anziché altre. Non punta a una diffusione omogenea degli eventi. Nelle Langhe in ogni hotel vengono distribuiti tutti i programmi per intrattenere i visitatori, e a realizzare volantini e brochure è la provincia o il parco culturale che ricevono da ogni comune 500 euro. Se moltiplichiamo 500 euro per tutti i comuni della Calabria, quanti volantini con il calendario delle manifestazioni si potrebbero distribuire! Invece da noi ogni comune deve sobbarcarsi le spese senza neppure ricevere un servizio capillare.

Carlo Frascà
(Musicista)
Gestire e coordinare sono due attività complementari ma diverse. Mentre la gestione è deputata ai singoli enti organizzatori, il coordinamento è auspicabile venga fatto da un ente al quale confluiscano tutte le proposte, e nei limiti del possibile, cerchi di distribuirle in una logica che favorisca la visibilità dell’offerta e limiti le sovrapposizioni. Direi che in questo senso una azione è assolutamente necessaria per trasformare le plurime attività in un corpus ben strutturato, in una proposta forte, culturalmente e turisticamente.
Ritengo che ogni contesto territoriale debba riuscire ad individuare una sua propria connotazione, nella quale identificarsi e per la quale essere identificato. Proprio il Salento è una esempio di non identificazione in altro che in sé. Dall’architettura, alla musica, al cibo, alla cultura in genere la forza di quella terra sta proprio nell’essere diversa da tutto essendo propriamente sé stessa. Credo che la nostra Locride non sia da meno, e che di meno abbia solo una profonda ed atavica crisi di identità, frequentemente interrotta da inutili quanto patetici rigurgiti di campanile che molto sanno di amarcord e poco di serie analisi dell’esistente e del concretamente fattibile.

Francesco D. Caridi
(Giornalista)
La vostra proposta di creare un comitato ah hoc è lapalissiana.
Confrontate Locride e Salento almeno nei testi di Wikipedia e vi accorgerete che ogni sforzo del circondario ionico reggino di avvicinarsi ai caratteri della terra d'Otranto appare allo stato un esercizio disperato. Dubito che le energie esistenti nella Locride, da Capo Spartivento a Punta Stilo, ancora scarsamente finalizzate per confusione di proposte e per negligenti rapporti tra pubblico e privato, possano generare delle trasformazioni nell'economia turistica, nella progettazione urbanistica, nella organizzazione culturale, nella utilizzazione dei territori agricoli e montani, nella sistemazione dei litorali. Del resto, nocciono al futuro della Locride la incapacità di un ceto politico improvvisato e la sospettosità patologica verso gli investitori e i produttori, stretti tra vessazioni burocratiche, esosità fiscali e disturbi ambientali. Non ho toccato il tasto della 'ndrangheta: anche in Puglia c'è il corrispettivo d'associazione, ma questo non impedisce a quella regione di fare turismo e impresa. Ad ognuno il suo.

Autore: 
Maria Giovanna Cogliandro
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