Nicola Gratteri: “San Luca ancora cuore pulsante della ‘ndrangheta”

Sab, 23/03/2019 - 19:00

“Il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri non trascurerà nemmeno una virgola. Lo conosco da trent’anni. Era a Locri con me. Ci siamo sempre tenuti in contatto. Se c’è il filo di Arianna lui ci arriverà. “ Lo ha dichiarato Nicola Gratteri intervistato da Klaus Davi a Platania (Cz) in occasione della presentazione del suo libro “Storia segreta della Ndrangheta” in merito a una possibile soluzione dell’ omicidio del giudice Antonino Scopelliti avvenuto nel 1991 in Calabria.
“E’ stato sbagliato mitizzarlo - ha invece continuato il magistrato in merito a Matteo Messina Denaro - Un errore. Quando su un obiettivo c’è molta pressione si perde lucidità. Subentra l’ansia da prestazione. C’e la gara a chi arriva prima, se arrivano prima i carabinieri o la polizia. Non sarà facile. Sarà difficile . Ma ci stanno lavorando da tanti anni. Secondo me è vivo. Non è detto che stia sempre in Sicilia. Posso stare quattro mesi ai Parioli, a Ventimiglia. Possiamo magari collocare venti telecamere a Castelvetrano e magari lui ha un appartamento a Milano.”
Gratteri ha parlato anche di metodologia del contrasto alle mafie: “Se io mi limito a un contrasto militare della ‘Ndrangheta e delle mafie in generale io andrò sempre a contrastare i soliti noti…..i garzoni della Ndrangheta. Quindi io non ho risolto il problema se il mio obiettivo sono i garzoni. Noi magistrati e forze dell’ordine dobbiamo avere il coraggio di alzare leggermente l’obiettivo. Bisogna vere il coraggio di osare.”
“Stiamo vivendo un momento storico - ha dunque continuato il Gratteri. - La procura di Catanzaro è una portaerei. Abbiamo in assoluto in migliori investigatori. Abbiamo impiegato due anni per farlo. Anche a Lamezia opera un bravo procuratore Salvatore Curcio, che è una persona molto perbene. E’ una fase storica per la Calabria, faremo grandi cose. Non vi scoraggiate. Io non voglio che nessuno di voi rischi, si sovraesponga. Bisogna stare attenti : non è indifferente parlare con il maresciallo tizio o con il maresciallo caio. Ve li dovete studiare e capire quale è il piu onesto, del quale potete fidarvi. E anche, se necessario, il sostituto procuratore perché non siamo tutti uguali. Ma dovete fidarvi e cogliere l’opportunità storica che stiamo vivendo nella nostra terra.”
Il magistrato non spera comunque che i metodi della criminalità organizzata siano cambiati: “Le cosiddette nuove leve di Ndrangheta, i piu giovani e ‘moderni’ non hanno la stessa tenuta di chi li ha preceduti. Non hanno la stessa ‘ominità’ dei loro predecessori cinquanta anni fa. Non sono corpi rigidi, anche loro mutano e risentono del clima antropologico. Rispetto ai padri e ai nonni, sono più fragili. Risentono di un clima sociale cambiato. Mentre il loro nonno era disposto a stare dieci anni sotto una pietra in attesa di uscire, il figlo non ci riesce. Il figlio non riesce a stare senza telefonino, senza internet o televisore anche se è latitante. E quindi è piu fragile e piu vulnerabile. Per tutti noi è un vantaggio perché questo li rende più ‘abbattibili’ .”
“San Luca resta un punto di riferimento della ‘Ndrangheta non solo per un fatto storico ma anche di sostanza - ha dunque continuato Gratteri parlando del nostro comprensorio. Li c’è l’osservanza ortodossa delle regole. Ci sono famiglie di ‘Ndrangheta di serie A.
Il magistrato è dunque passato a parlare dei capibastone della criminalità organizzata della nostra regione: “Il fatto che il boss Rocco Morabito detto ‘U Tamunga’ debba rientrare ancora in Italia a un anno e più del suo arresto in Uruguay non interessa a nessuno. Esiste solo quello che c’è sul web. Il potere politico si muove esclusivamente secondo una logica di consenso e quindi insegue i media. I quali a loro volta privilegiano alcuni temi anziché altri. Per cui il caso Morabito, boss di Africo trapiantato a Milano prima e in sud America poi che dopo oltre un anno deve ancora essere estradato in Italia non interessa a nessuno.”
“La chiesa calabrese è cambiata - ha dunque dichiarato Gratteri - quando papa Francesco è sceso nella Piana di Sibari. Quel viaggio, quelle parole contro la mafia calabrese sono state molto forti e determinanti. Non è cambiata purtroppo quando scese Papa Ratzinger nella Piana di Lamezia. Forse perché, essendo tedesco, non riusciva neanche a pronunciare la parola ‘Ndrangheta’ ma non ha lasciato nessuna traccia.”
“Sarà anche per effetto dei tempi mutati , sarà in conseguenza della onnipresenza dei social ma il tema dell’omosessualità ora talvolta viene anche ‘esternato’ nella famiglie di ‘Ndrangheta. Anche trent’anni fa c’erano affiliati omosessuali, ma non si dichiaravano, ma c’erano.”
“La cultura islamica sta prendendo sempre più piede è una cultura molto più dura, più forte di quella cattolica sempre pronta al perdono, un secondo dopo. - ha proseguito il magistrato parlando del quadro sociale attuale - La cultura islamica è una cultura molto dura molto forte, violenta, cruda asciutta anche se poi un minuto dopo si affrettano a dire ‘ma l’Islam non dice questo’ ; anche se in realtà più che una religione è un regime. Le donne sono delle schiave. Però in tutti i regimi, con questa religione dura dove la donna è un oggetto, è sempre l’osservanza ortodossa delle regole che rende forte un sistema. La cultura occidentale è sempre piu debole, fragile, gracile. Essendoci un etica molto bassa c’è un livello di permeabilità della corruzione molto forte.”

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