Ospedale di Locri: Siclari minaccia occupazione del Ministero della Salute

Gio, 14/02/2019 - 17:00

In via preliminare, dico subito che il Ministero della salute è ben consapevole, da tempo, delle criticità rappresentate dall’interrogante, nonché della più generale situazione dell’area territoriale di Reggio Calabria, la cui sanità è, come noto, sottoposta al controllo dei Ministeri affiancanti (Ministero dell’economia e finanze e Ministero della salute).
In relazione allo specifico territorio della Locride, va innanzitutto precisato che l’assetto organizzativo programmato dalla Regione dal 2016 – che  assegna al Presidio Ospedaliero di Locri il ruolo di Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di I livello - non risulta ancora a regime.
Tale presidio avrebbe dovuto assumere un ruolo rilevante nell’ambito della rete ospedaliera disegnata per l’area territoriale afferente alla Provincia di Reggio Calabria, con l'attribuzione di precise funzioni strategiche, quali il ruolo di “spoke” nell’ambito delle reti tempo dipendenti per l’infarto miocardico acuto, per i politraumi e per l’ictus, oltre che delle reti specialistiche.
La qualificazione delle attività assegnate prevedeva un incremento dei volumi delle unità operative a maggiore complessità, a garanzia della qualità e della sicurezza delle cure.
Proprio in relazione ai fatti segnalati nell’interrogazione in esame, il Ministero della salute ha ritenuto, peraltro, di effettuare due ispezioni presso l’Ospedale di Locri e l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.
Dalle visite ispettive è emersa una preoccupante carenza di “governance” dell’intera Azienda Sanitaria Provinciale, sia quanto alla gestione economico-patrimoniale sia per gli aspetti di natura sanitaria: criticità che, senza dubbio, si riflettono sulla qualità dell’assistenza sanitaria fornita ai pazienti ed alla popolazione.
Inoltre, presso l’Ospedale di Locri, la visita ispettiva ha fatto emergere serie problematiche legate alla dotazione del personale e dei posti letto, che in alcuni reparti sono stati ridotti.
Tale situazione non è stata invece ravvisata in altri reparti ad indirizzo medico e materno-infantile, che sono apparsi in discrete condizioni di funzionalità e di “comfort” alberghiero.
Ulteriori criticità sono, inoltre, emerse rispetto agli aspetti logistico–strutturali.
A tale specifico riguardo, ricordo che con decreto del Ministero della salute del 15 febbraio 2016 è stato ammesso a finanziamento l’intervento denominato “Ristrutturazione e messa a norma del Presidio ospedaliero di Locri“: in relazione a tale intervento la Regione Calabria ha formulato una richiesta di proroga nel mese di novembre 2017, che è stata autorizzata fino al 31 dicembre 2018 per l’aggiudicazione dei lavori.
In via più generale, la carenza di processi di interazione tra le articolazioni aziendali centrali che hanno sede presso l’ASP di Reggio Calabria e il Presidio Ospedaliero rappresenta un significativo elemento di difficoltà nel governo delle competenze ospedaliere, che per loro stessa natura necessitano di interventi organizzativo-gestionali rapidi, mirati e temporalmente congrui riguardo alle problematiche emergenti.
Il continuo intervento posto in essere nell’azione di verifica e di monitoraggio, oltre all’attività ispettiva svolta, non ha però avuto riscontro nelle iniziative, da parte della Regione, volte al superamento delle criticità evidenziate, che, anzi, hanno determinato la mancata assegnazione delle premialità relative agli anni 2015 e 2016, penalizzando ulteriormente le possibili azioni di recupero dell’efficienza gestionale dell’amministrazione sanitaria.
Ciò posto, ritengo utile riportare anche le notizie acquisite dalla Prefettura-Ufficio territoriale del Governo di Reggio Calabria, che ha svolto, in questi anni, una funzione molto importante al fine di dare risposte alla cittadinanza in merito alle criticità di cui si è detto.
Già nel novembre del 2017, presso la Prefettura di Reggio Calabria si insediava, infatti, un tavolo – cui partecipava anche il Commissario e il Sub Commissario ad acta per la Sanità della Regione Calabria - finalizzato ad esaminare le questioni connesse all'Ospedale di Locri, concernenti, in particolare, la carenza di organico del personale medico e paramedico, il fabbisogno di risorse tecnologiche e la ristrutturazione dei locali.
Anche grazie a questo ulteriore momento di confronto, il Ministero della salute ha dunque avuto conferma delle importanti criticità, segnalate anche dall’interrogante, che motivavano la convocazione di un ulteriore tavolo ministeriale, avutosi nel dicembre del 2017, all'esito del quale veniva disposta la visita ispettiva nell'Ospedale di Locri di cui si è già detto.
Inoltre, a livello locale si sono svolti ulteriori incontri, in cui sono stati ribaditi i disagi e le difficoltà che affronta l'utenza per accedere alla fruizione dei servizi sanitari di base, e sono state evidenziate l'insufficienza della diagnostica, la mancanza di servizi di assistenza domiciliare in favore dei soggetti più deboli e la carenza di un'idonea rete territoriale di prestazioni di specialistica ambulatoriale e di guardia medica.
In relazione, infine, all'episodio del decesso di un bambino, avvenuto il 26 maggio 2017 presso l'Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, richiamato nell'interrogazione in esame, la stessa Prefettura ha comunicato che, a seguito della denuncia sporta dal padre del bimbo, la Procura della Repubblica di Palmi ha instaurato un procedimento penale a carico di ignoti per l'ipotesi del reato di cui all'art. 589 c.p. (omicidio colposo).
Concludo assicurando che le criticità rilevate nella Locride e negli ambiti dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria sono note e già più volte verificate da questo Ministero, che intende rafforzare il rapporto di collaborazione con la Struttura Commissariale di recente insediatasi in Calabria, proprio al fine di definire insieme un articolato percorso rivolto al completo superamento di tutte le criticità segnalate.

Rubrica: 

Notizie correlate