Photobucket brucia la biblioteca di Alessandria

Lun, 10/07/2017 - 20:05
Imponendo il pagamento per mantenere la visibilità delle foto sui forum, photobucket ha cancellato la libertà con un click.

Il noto hosting internet di foto sharing, Photobucket, ha “rotto” tutti i suoi link a terze parti dal 26 giugno scorso.
In parole molto povere, tutte le foto “appoggiate” su Photobucket e collegate su blog, forum, siti personali, non sono più visibili. Sono ancora lì, chiunque abbia un account Photobucket lo sa: non sono state rimosse le foto, ma vietato l’accesso da “terze parti”. Con questo termine si indicano tutti i siti che non siano Photobucket stesso. Considerando che Photobucket inizia la sua attività nel 2003 e che conta miliardi di foto caricate, si può ragionevolmente dire che sono stati “rotti” milioni di collegamenti (link) a forum e siti.
Naturalmente pagando si riottiene magicamente la visibilità sulle terze parti. La tariffa annuale richiesta per spazio illimitato e link a terze parti è di quattrocento dollari.
In USA la cosa ha sollevato una vivace ondata di polemiche, specie su Twitter, dove Photobucket ha ricevuto numerosi insulti, tra cui “gangster, mafiosi, vandali, ricattatori e strozzini”.
Il danno è gravissimo: in Italia, come nel resto del mondo, i primi anni del Duemila sono stati un vero fiorire di siti e forum dai contenuti molto buoni e specialistici, anche sperimentali. In particolare i siti di elettronica hanno conquistato una consistente fetta dell’interesse generale. All’epoca forum e siti trovavano facile e conveniente non avere uno spazio proprio per le foto, e in milioni si sono appoggiati a Photobucket, raccontando storie, esperimenti, crescite professionali, insegnando gratuitamente agli altri ciò che conoscevano. È stato il momento di gloria del web, una golden age destinata a chiudersi nell’oscurantismo dei social.
Photobucket ha cancellato una buona parte di quella libertà e quella gloria in un clic. Una bella fetta di ciò che di buono ha rappresentato il web, è stata annientata. Una cosa ben più elementare che gettare occasionalmente fuoco alla Biblioteca di Alessandria, che ha subito in verità molti roghi, data la facilità di occultare o distruggere un file digitale.
I quattrocento dollari chiesti da Photobucket a ogni singolo utente non sono solo una sporca tangente, ma l’esca per clienti grossi, come le piattaforme internazionali che gestiscono forum e comunità, e probabilmente le aziende licenziatarie di vari linguaggi di programmazione.
Ci dovrebbe far pensare a quanto debole sia la nostra posizione come utenti finali e a come il web si ridurrà, entro pochissimi anni, a enormi contenitori a pagamento in cui rovistare alla ricerca di notizie.
Nel 2003 il web era un insieme inconcreto di siti e siterelli sparpagliati nel mondo, non aveva molto di gradevole dal punto di vista grafico, ma l’ultilità e la veridicità delle informazioni che vi si trovavano erano di gran lunga superiori.
Non può stupire, alla luce della mossa di Photobucket, una futura chiusura dei forum e un conseguente spostamento su Facebook o altri grossi contenitori di cui ancora non conosciamo il nome. Lì saremo tutti inscatolati e allineati, se piedi e testa sporgeranno dalla lattina, faranno come per le verdure: taglieranno. 

Autore: 
Lidia Zitara
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