Un giorno della memoria per i meridionali caduti durante l’Unità d’Italia

Ven, 17/03/2017 - 16:03

AL SIG. PRESIDENTE ED ALLA GIUNTA
DELL'UNIONE DEI COMUNI DELLA VALLE DEL TORBIDO

MOZIONE
AL CONSIGLIO COMUNALE DELL'UNIONE

“Istituzione di una giornata della memoria atta a commemorare i meridionali morti in occasione dell'unificazione italiana”.  

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Il sottoscritto cons. Pasquale Mesiti, n.q. Di membro del Consiglio dell'Unione dei Comuni della Valle del Torbido presenta, ex art. 43, comma 1 TUEL e art. 52, 56 e ss. Regolamento del Consiglio dell'Unione, la seguente mozione al fine di promuovere una deliberazione del Consiglio.

PREMESSO CHE:

  • L'unità d'Italia costò la vita ad almeno 20.000 meridionali (Franco Molfese, “Storia del brigantaggio dopo l'Unità”, Feltrinelli), sebbene autorevoli storici annoverino finanche 400.000 vittime.
  • I padri della nostra demografia, P. Maestri e C. Correnti, subito dopo il censimento del 1861, scoprirono che al Sud la popolazione, invece di continuare a crescere, in un solo anno, era complessivamente diminuita di 120.000 unità.
  • Al Sud, durante il periodo di c.d. “Repressione del Brigantaggio”, si ricorda come memorabile e dettagliatamente documentata la strage di Pontelandolfo e Casalduni. Ma furono moltissimi altri i paesi messi a ferro e fuoco o in cui si perpetrarono sanguinose rappresaglie ed eccidi. Per citare i più noti: Gioa del Colle, Gaeta, Vieste, Montecillone, Isernia, Auletta, Pietrelcina, Paduli, Nola, Scurcola, il Teramano, Casamari, Montefalcione, Pagese, San Martino, San Marco in Lamis, Cotronei, Guardiaregia, Vico, Rignano, Palma, Barile, Campochiaro, Campolattaro, Castellammare del Golfo, Montemiletto, Bronte, Mongiana, Pietrarsa, Fagnano Castello, Licata, Palermo, Ruvo del Monte ed altri.
  • Nella maggior parte dei testi scolastici e universitari le pagine oscure coincidenti con il primo decennio della storia dell'Italia Unita sono appena annoverate. Secondo autorevoli storici e meridionalisti in quei due lustri si combatté “una vera e propria guerra civile scoppiata nelle province meridionali e che il nuovo Stato tentò di mascherare col termine brigantaggio" (John Davis, storico statunitense). “Si trattò di una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole crocifiggendo, squartando, seppellendo vivi contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti” (Antonio Gramsci).
  • Oltre ai predetti, ad evidenziare pubblicamente una questione grave ma sottaciuta dalla storiografia ufficiale vi sono numerosi studi di scrittori, politici, artisti e letterati del calibro di: Sciascia, Zitara, Alianello, Dorso, De Crescenzo, Aprile, Patruno, Del Boca, Squitieri, Golia, Montanelli, Ciano, Di Fiore, Mieli, Di Rienzo, Scalfari, Einaudi, Manna, Fortunato, Forgione, Salvemini, Nitti, recentemente supportati anche da dossier della Svimez e della Banca d’Italia, nonché da docenti dell’Università di Bruxelles, del Connecticut, della Federico II, di Catanzaro e del CNR.
  • Esistono diverse giornate in cui, a livello nazionale, si commemorano i morti dei campi di sterminio o delle rappresaglie nazi-fasciste, così come gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, ma non esiste una giornata ufficiale della memoria dedicata ai meridionali che perirono in occasione delle procedure di annessione del Mezzogiorno.
  • A partire dallo scorso mese di febbraio mozioni di analogo tenore sono state presentate nei consigli regionali di Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo e Sicilia e nel Consiglio comunale di Napoli.

Tutto ciò premesso, poiché non vi può essere piena unità, identità e dignità tra i cittadini di un paese se non si riannodano i fili della memoria e non si trova il coraggio di far luce sulle pagine controverse della sua storia, il sottoscritto consigliere, con la presente mozione, propone al Consiglio di 

impegnare il Presidente e la Giunta ad:

  • indicare il 13 febbraio come giornata ufficiale in cui si possano commemorare nella Vallata i meridionali che perirono in occasione dell'Unità d'Italia, nonché i relativi paesi rasi al suolo;
  • avviare, in occasione della suddetta giornata della memoria, tutte le iniziative di propria competenza al fine di promuovere convegni, manifestazioni, giornate di studio, o eventi atti a rammentare i fatti in oggetto, coinvolgendo anche gli istituti scolastici di ogni ordine e grado e la società civile.

Cons. Pasquale Mesiti

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