Un terroir grecanico: il “Palizzi Igt"

Lun, 20/03/2017 - 20:00

Al di sopra del viola tempestoso dei vigneti, un castello dalle origini medievali si innalza su un costone d’arenaria con pareti a picco. Ai suoi piedi il borgo di Palizzi Superiore divorato a spizzichi e bocconi dale stradine sinuose, dai vicoli strettissimi, da infinite scalette, dai sottopassi, dalle antiche architetture e daimolteplici catoj (locali seminterrati dove i contadini custodivano dignitosamente le botti di vino rosso). Qui, sull’estremo lembo meridionale della provincia di Reggio Calabria, e sugli spazi attribuiti ad altri cinque comuni (Bova, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri e Staiti), ad una altitudine di circa 250 m sopra il livello del mare e da una struttura di terreno argillosa, nasce l'aristocratico Palizzi IGT. Affacciati su una costa frastagliata e su un mare limpido e dai riflessi egei, i vitigni impiegati per l’uvaggio non sono numerosi, ma di grande valore culturale e storico: il Nerello Mascalese, noto come Nerello di Palizzi, il Calabrese, il Nerello Cappuccio, il Castiglione. In maniera residuale: l’Alicante, il Gaglioppo, il Greco Nero e alcuni vitigni bianchi della zona. Ancora una volta mi ritrovo nel calice un vino concreto, ma mai inflessibile e austero, un vino con un'elegante veste color rosso rubino intenso e profondo. Lo stupore cresce piacevolmente avvicinando al naso il bicchiere: il profumo si spande untuoso e intenso su uno sfondo costante e ampio di sentori di frutti rossi dove trovano spazio note delicate di vaniglia. Un arazzo tannico, ricco di corpo, dal sapore asciutto, pieno, robusto, avvolgente. In bocca, giustamente caldo, si percepisce la bacca rossa della ciliegia e della mora, con un ritorno eccezionale e persistente di liquirizia, vaniglia, tabacco e caffé. In una terra in cui colline, mare e monti si tengono per mano in un ideale girotondo, Uomo, Natura e Vino si fondono e infondono grande positività in ogni singolo assaggio di questo nettare che crea subito empatia, grazie alla superba storia del luogo che guarda dall'alto della sua imponenza le vigne e l'umiltà e la spinta contemporanea del frutto di un lavoro che lascia intuire grandi prospettive.

Autore: 
Sonia Cogliandro
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